Visto che non si fa avanti nessuno, colgo io l'occasione per proporvi qualche libro che voglio leggere da un po' e che penso possano essere una bella occasione di lettura condivisa
"Cosmetica del nemico" di Amelie Nothomb (112 p.) cat. 5
Tutto comincia nella sala d'attesa di un aeroporto. Non poteva essere altri che lui, una vittima perfetta. È stato sufficiente parlargli. E aspettare che la trappola scattasse. Tutto finisce nella sala d'attesa di un aeroporto. Va detto comunque che il caso non esiste. Un giallo? Forse. Certamente la doppiezza dell'uomo, la crudeltà, la bellezza e la bruttezza.
"La seconda casa" di Rachel Cusk (168 p.), cat.2
Pareva l'occasione ideale per discutere di arte, letteratura e umani destini. Invece una calda estate sull'oceano diventa subito impetuosa e incandescente. Il nuovo romanzo dell'autrice di Resoconto, Transiti, Onori. Da qualche tempo M – una sorta di signora Dalloway dei tempi moderni – si è isolata dal mondo ritirandosi sulla spettacolare costa oceanica. Nella sua splendida proprietà immersa nella natura, ha sistemato con l'aiuto del secondo marito un cottage, trasformandolo in residenza per artisti. Il suo sogno è che L, pittore verso il quale sente un legame profondo, accetti l'invito a trascorrere lí qualche tempo. Ma quando questi si presenta accompagnato da una giovane donna, M capisce che l'estate tanto attesa sarà ben diversa da quella immaginata. Nel frattempo sono arrivati anche la figlia di M e il suo compagno. Dunque le tre coppie, nell'acredine crescente, dovranno convivere in un luogo affascinante ma anche di grande isolamento. «Lo sai, quando stai leggendo una pagina di Rachel Cusk» (The New York Times).
"L'inventore di sogni" di Ian McEwan (117 p.), cat.2
Le avventure inquietanti e rocambolesche di un bambino che sogna a occhi aperti per sfuggire alla noia e alla normalità della vita.
Peter Fortune sogna di far sparire l'intera famiglia con un'immaginaria Pomata Svanilina; oppure sogna di poter togliere al gatto di casa la pelliccia, di farne uscire l'anima felina e di prenderne il posto, vivendone per qualche giorno la vita; oppure sogna che le bambole della sorella di animino e lo aggrediscano per scacciarlo dalla sua camera... Fin dalle prime pagine di questo libro ritroviamo il campionario di immagini perturbanti che sono un po' il «marchio di fabbrica» di McEwan. Specialmente nella prima stagione della sua narrativa ci aveva abituato a profondi e terribili scandagli nei microcosmo della famiglia, e in quei mondi chiusi e violenti i bambini e gli adolescenti giocavano sia il ruolo delle vittime, sia quello dei carnefici. Nell'
Inventore di sogni McEwan ritorna sul luogo.
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