Ariel ha scritto: Era già nelle mie intenzioni leggere questo libro catturata dalla stessa citazione (ho letto una recensione
) ma mi hai convinto anche tu definendolo vitale e luminoso.
Mi procuro il libro e ti faccio compagnia 
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Evvai Giulia!

Nel frattempo io ho superato la metà perché è impossibile staccarsene

Visto che parla anche dell'occupazione nazista nell'isola di Guernsey ci sono parti nel libro tristi o dure ma affrontate sempre con una sorta di leggerezza, è come se la positività contrapposta alle cose brutte del mondo potesse sempre vincere.
Mi piace quest'idea di gruppo di lettura, persone molto diverse tra loro, anche in base a come affrontano i libri: uno si avvicina alla poesia solo perché spintovi dall'amore per una vedova, un altro è salvato dall'etilismo da un libro di Seneca e da allora leggerà solo e soltanto quel libro trovandovi continua gioia e conforto, un altro ancora frequenta il club solo per proporre i propri esperimenti culinari con quel poco che hanno da mangiare durante l'occupazione...tutti insieme poi si prendono cura di una bambina rimasta momentaneamente orfana (il destino della madre ancora è dubbio).
Si viene così a creare un circolo di persone improbabile ma molto forte, un gruppo nato per caso senza avere nulla a che fare con i libri scopre in essi un motivo di unione e relazione. Bellissimo!
È un circolo letterario che mi colpisce e che invidio e nulla può descriverlo in maniera più invitante di queste parole scritte da una donna che invece tenta di denigrarlo:
"Inoltre il cosiddetto Club del libro è uno scandalo. C'è gente di vera cultura e classe, qui a Guernsey, che non prenderà mai parte a questa farsa (neanche se invitata). Vi sono solo due persone rispettabili nel club: Eben Ramsey e Amelia Maugery. Gli altri membri sono uno straccivendolo, un alienista rinnegato dal bicchiere facile, un porcaro balbuziente, un cameriere che si finge un signore e Isola Pribby, una strega praticante che, per sua stessa ammissione, distilla e vende pozioni. Ne hanno raccattato altri della loro stessa razza lungo il cammino e non voglio neanche immaginarmi le loro 'serate letterarie'. Non deve scrivere di questa gente e dei loro libri: Dio solo sa cosa abbiano ritenuto consono leggere!"
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