Quella che Dostoevskij tratteggia nel "Giocatore" è una vera e propria radiografia letteraria del vizio del gioco, un'istantanea dei modi in cui il demone dell'azzardo può possedere uomini e donne di età ed estrazione sociale diversa. Un'istantanea così vivida da spingere Sergej Prokofiev a trasformarla in un'opera omonima, caposaldo della lirica novecentesca. Nella fittizia cittadina tedesca di Roulettenburg va in scena, attorno a un totem fatto di fiches e casinò, un vero e proprio carosello di figure, dal giovane precettore Aleksej al vecchio generale, dall'anziana, ricchissima nonnina al cialtronesco marchese des Grieux, dalla graziosa Polina alla misteriosa mademoiselle Blanche. Succede di tutto, eppure nulla cambia e chi, come Aleksej, è posseduto dal gioco potrà guarire e redimersi, sì, ma solo "da domani".

Dostoevskij, indiscusso cardine della letteratura e del pensiero ottocentesco e vittima di una tormentata esistenza, affronta ne Il giocatore un ennesimo aspetto della natura umana: la dipendenza dai vizi, che siano essi il gioco o passioni febbrili. Con la pressione di tener fede al contratto con il proprio editore, Dostoevskij detta in ventotto giorni alla sua stenografa e futura moglie uno dei racconti più importanti della letteratura russa. L'elemento autobiografico è di conseguenza centrale, dal momento che deve trarre velocemente il più possibile spunto da sensazioni già esistenti: dalla dipendenza dal gioco, di cui era lui stesso vittima, dalla dipendenza da relazioni che sconvolgono l'anima, fino alla descrizione di personaggi caricaturali, specchio della società vissuta dallo scrittore e riflesso degli aspetti più variegati e propri dell'umanità, che fanno de Il giocatore un'opera ancora attuale. Anche questo mese vi invitiamo a leggere con noi e a discutere da subito di questo libro insieme alla Community sul Forum.

Autore Fëdor Dostoevskij
Editore Feltrinelli
Pagine 233
Prezzo di copertina 8,50 €
Prezzo e-book 1,00 €
Categoria Classico - D'ambiente - Storico