Il 2026 vedrà la community impegnata con la maratona della serie M. di Antonio Scurati, uno dei progetti narrativi più ambiziosi e controversi della letteratura italiana contemporanea. Iniziata con M. Il figlio del secolo nel 2018 e proseguita con quattro altri volumi, l'opera ricostruisce l'ascesa, il consolidamento e la parabola del fascismo mescolando sapientemente romanzo, saggio storico e narrazione documentaria.
Il punto di partenza dell'intero progetto è una scelta radicale: raccontare il fascismo dall'interno, adottando come perno narrativo Benito Mussolini. Scurati rinuncia a una prospettiva morale esplicita o a una condanna retorica, preferendo mostrare il fascismo nel suo farsi quotidiano, nei compromessi, nelle violenze normalizzate, nei calcoli politici e nelle ambizioni personali. È una strategia che ha suscitato critiche e incomprensioni, ma che costituisce anche la forza disturbante dell'opera.
Dal punto di vista formale, la serie M. si fonda su una struttura rigorosa. Ogni capitolo è costruito a partire da documenti storici reali: discorsi, articoli di giornale, lettere, verbali. La finzione si occupa, in questo contesto, "solo" di colmare gli interstizi emotivi e psicologici che la storiografia tende a lasciare in ombra.
Uno degli aspetti più rilevanti della serie è la rappresentazione del potere come fenomeno corale, non riducibile al solo Mussolini. Accanto al Duce emergono figure come Italo Balbo, Dino Grandi, Margherita Sarfatti, Vittorio Emanuele III, papa Pio XI: il fascismo appare così come il prodotto di una convergenza di interessi, paure e opportunismi. La violenza squadrista è mostrata come fondamento strutturale del regime, tollerata e poi legittimata.
Scurati insiste inoltre su un punto cruciale: il fascismo nasce internamente alla società italiana. Il consenso, la passività, l'illusione dell'ordine e della grandezza nazionale sono temi ricorrenti che parlano anche al presente ed è qui che la serie M. supera la dimensione storica, diventando operazione civile.
Dal punto di vista stilistico, la prosa di Scurati è volutamente anti-lirica. Le frasi brevi, l'uso del presente storico, la ripetizione di formule e slogan producono un effetto di saturazione che rispecchia la retorica fascista stessa.
Insomma, la serie M. rappresenta un unicum nel panorama letterario italiano recente. Al di là delle polemiche, è un'opera che ha rimesso al centro il rapporto tra letteratura e storia, tra narrazione e responsabilità civile. Scurati chiede al lettore di confrontarsi con una delle zone più oscure della nostra identità collettiva - ed è proprio in questo che risiede il valore duraturo del suo progetto.
La maratona è appena iniziata, cosa aspetti a unirti a noi?
(articolo a cura di Elisa Kirsch)
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