SINOSSI

Sullo sfondo di un continuo quanto pacifico duello tra Nord e Sud che, più che luoghi, sono stati d'Essere, si consuma il dolore di un'umanità relegata ai margini dell'esistenza; un mosaico di storie che si amalgamano sino ad assumere un'unica fisionomia, un unico volto, un unico serafico ghigno: quello stesso ghigno che s'impossessa di un malato terminale di tumore causato dall'amianto, di un suicida nell'istante in cui si lascia cadere nel vuoto, di un poliziotto morto in servizio senza ragioni sensate che non siano quelle di Stato, di un giovane posseduto dallo spettro della droga, di una figlia venduta per pochi denari. Drammaturgia degli invissuti è un cantico sull'impossibilità del vivere, sviluppato in XVIII sezioni, ognuna delle quali composta da due testi: uno di Malaspina, contraddistinto dal carattere in corsivo, e a seguire uno di Cristaldi. Gli autori danno voce a chi non ne ha, arrivando fino al centro delle cose, nel fegato degli accadimenti, attraverso una scrittura civile e asciutta, senza ridondanza né eufemizzazione. "Drammaturgia degli invissuti" si infila con la crudeltà di una spina nel fianco del lettore.

RECENSIONE

Drammaturgia degli invissuti è un libro che ho divorato, scorrendo le pagine con voracità sentimentale, di racconto in racconto, di poema in poema. Per poi sentire il bisogno di rileggerlo, di assaporare ogni storia, ogni riga. Questo libro, scritto da Giuseppe Cristaldi e Oliviero Malaspina, e pubblicato da Fallone Editore a settembre 2019, è un condensato di emozioni. Ad attenderti il paradosso e il conforto di una ambivalenza quasi ontologica, di certo antropologica, tra lo stupore e lo sgomento, il pianto e l'estasi. Malaspina e Cristaldi sono una torpedine marina, ti danno una scossa intellettuale ed emotiva molto forte. Se non fosse per quel rifugio di bellezza, quel porto sicuro di maestria e grazia al quale si può sempre approdare, la lettura sarebbe un naufragio. Un naufragio di anime che si riflettono nella tua e la interrogano sulla sua dimensione sommersa e abissale. Uno sprofondare per riemergere con forza, come chi cerca disperatamente aria da respirare e ossigeno per una nuova vita e più piena. Il racconto degli ultimi, il loro canto disperato di vita e di morte, emerge da queste pagine come un grido di instancabile lotta per un mondo altro e più umano. Ci siamo dentro tutti, come attori e spettatori dell'impossibilità del vivere. Il suicida, il malato di cancro, la vittima sul lavoro, colui che chiama partenza la propria fuga, la prostituta, la figlia abusata, il tossicomane, lo sradicato. C'è il potere cieco e la lotta strenua di chi soccombe ad esso. Leggerlo è un imperativo, in un'epoca colpevolmente leggera e schiava di se stessa, insignificante per incapacità di attribuire un senso a ciò che accade. Goderne appieno è privilegio di chi riesce a pescarlo nel mare di libri mediocri cui ci condanna la nostra superficialità. Più che consigliato, raccomandato.

[RECENSIONE A CURA DI DIANOIA]

Autore Giuseppe Cristaldi, Oliviero Malaspina
Editore Fallone Editore
Pagine 112
Anno edizione 2019
Edizione Gli specchi mercuriali
ISBN-10(13) 9788885535121
Prezzo di copertina 15,00 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico