SINOSSI
Negli ultimi 100 mila anni l’umanità ha accumulato un enorme potere. Eppure nonostante le scoperte, le invenzioni e le conquiste ci troviamo oggi in crisi. Il mondo è sull'orlo del collasso ecologico, la disinformazione domina il panorama attuale. E ci stiamo buttando a capofitto nell'era dell'intelligenza artificiale, una nuova rete di informazioni che minaccia di annientarci. Se siamo così Sapiens perché siamo così autodistruttivi? Nexus analizza come il flusso di informazioni abbia plasmato noi e il nostro mondo. Partendo dall'età della pietra, passando per la Bibbia, la caccia alle streghe, lo stalinismo, il nazismo e la rinascita del populismo di oggi, Yuval Noah Harari ci chiede di considerare il complesso rapporto tra informazione e verità, burocrazia e mitologia, saggezza e potere. Esplora il modo in cui diverse società e sistemi politici hanno utilizzato le informazioni per raggiungere i loro obiettivi, nel bene e nel male. E affronta le scelte urgenti che dobbiamo affrontare quando l'intelligenza non umana minaccia la nostra stessa esistenza.
RECENSIONE
Come scrissi nel recensire Sapiens, anche qui l’oceanico sapere di Harari e la sua chiarezza espositiva rendono estremamente interessante e fruibile da chiunque il libro. La prospettiva è quella dell’informazione e del suo ruolo sociale: l’autore ci mostra come essa, nel corso della storia e l’utilizzo che ne è stato fatto, abbia plasmato le società, le organizzazioni, gli stati e la nostra intera esistenza. Come per ogni strumento di cui disponiamo, gli effetti sono benefici o dannosi a seconda dell’uso che ne facciamo, così il dualismo che caratterizza l’informazione può far pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’ordine o della verità, e le due non necessariamente coincidono, anzi, la caccia alle streghe e lo stalinismo sono lì a dimostrarlo. Gli algoritmi sempre più sofisticati dei social network ormai ci conoscono meglio di quanto ci conosciamo noi stessi: propongono i contenuti che più ci tengono inchiodati allo smartphone come se fossimo diventati degli automi ai loro ordini, e orientano le nostre scelte politiche, sociali, alimentari, e così via. L’intelligenza artificiale, poi, rappresenta la prima creazione umana che è in grado di prendere delle decisioni autonomamente, non si tratta di una macchina ma di un agente: a breve non avrà bisogno di qualcuno che prema un pulsante, non si limiterà a svolgere i calcoli o le ricerche da noi impostate, farà tutto da sé. Fin dove può arrivare? Saremo sempre in grado di capire se stiamo interagendo con un nostro simile o con un’intelligenza aliena, come preferisce chiamarla Harari? Tali domande fanno tremare innanzitutto le fondamenta della democrazia, ma pongono seri dubbi sulla nostra stessa sopravvivenza. I drammi biologici di esseri organici basati sul carbonio saranno in grado di prevalere sui processi computazionali di entità aliene basate sul silicio? L’autore non è per nulla catastrofista od ostile all’innovazione, riconosce che essa può portare incommensurabili vantaggi, ma ne coglie pienamente anche il potenziale nefasto, e ce lo illustra con argomentazioni difficilmente confutabili. Tuttavia, il destino che ci attende è nelle nostre mani, abbiamo ancora tempo per fare le scelte giuste… ma non molto.
[RECENSIONE A CURA DI MACS]
| Autore | Yuval Noah Harari |
| Editore | Bompiani |
| Pagine | 612 |
| Anno edizione | 2024 |
| Collana | Saggistica straniera |
| ISBN-10(13) | 9788830137998 |
| Prezzo di copertina | 26,00 € |
| Prezzo e-book | 9,99 € |
| Prezzo audiolibro | 16,80 € |
| Categoria | Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia |

