SINOSSI
Venezia, Anno Domini 1510.
Nella primavera di quell'anno infausto, in seguito a un forte terremoto che ha scosso la città per giorni interi, Venezia è colpita dalla peste. Molti considerano l'arrivo dell'autunno come una benedizione. L'aria fredda e tersa, pensano, scaccerà i miasmi del morbo. Ancora una volta. Perché la peste non è niente di eccezionale a Venezia, culla della Serenissima, capitale internazionale del commercio marittimo. Le galee portano dall'Oriente carichi preziosi ed epidemie devastanti.
L'autunno arriva. È una notte di tempesta. Il noto pittore Giorgione da Castelfranco, nel fiore degli anni, esala l'ultimo respiro. La peste se l'è portato via. Al capezzale del morente ci sono due persone: la sua amante, madonna Laura, e il taciturno pittore Morto da Feltre, suo collega. Quella stessa notte, dalla bottega del maestro di Castelfranco sparisce l'ultima sua opera, "La Nuda".
La morte del Giorgione provoca un grande smarrimento tra committenti e amici, ma è soprattutto la scomparsa de "La Nuda" a precipitare alcuni di essi nello sconcerto più profondo: "La Nuda" è, insieme con l'altro dipinto della "Tempesta", la chiave a un segreto della massima importanza. Queste due opere giorgionesche racchiudono due rebus. Risolvendoli entrambi, si può scoprire un segreto che farebbe gola a qualsiasi regnante. Ora, con la sparizione della Nuda, il segreto diviene inaccessibile.
I patrizi Taddeo Contarini, Girolamo Marcello e Gabriele Vendramin, amici del Giorgione, si mettono subito in moto per ritrovare il dipinto. I loro sospetti cadono sul Morto da Feltre: alla Laurina, disperata amante di un uomo in fin di vita, non sarebbe mai venuto in mente di rubare la tela. Il Morto, invece, è sempre a corto di soldi e si trovava in bottega proprio nel momento più favorevole. Deve averla lui. Decidono di dargli la caccia.
Anche il cardinale Grimani è conscio dell'importanza de "La Nuda". Risoluto a impossessarsene per primo, incarica la sua amante madonna Lucrezia e il furbo incisore Giulio Campagnola di mettersi sulle tracce del Morto da Feltre.
Intanto il Morto da Feltre, ignaro di messaggi criptati e simboli ermetici, conserva "La Nuda" nella fodera del mantello. Non l'ha rubata. Il Giorgione stesso gliel'ha consegnata prima di morire, "affinché non cada nelle mani sbagliate", ha detto. Il Morto non sa nemmeno di avere tutta quella gente alle costole. Dopo che il Giorgione è spirato, ha portato la Laurina nella propria bottega per salvarla dal lazzaretto.
Madonna Laura è prostrata dal dolore, ma non è malata. Appena il Morto si appisola, gli sottrae "La Nuda" e fugge. Come se non bastasse, il pittore da Feltre è vittima di un agguato. Due sicari penetrano nottetempo nella bottega per rubare la tela e finiscono infilzati dalla spada del Morto come due maialetti allo spiedo. A quel punto il pittore da Feltre non ha altra scelta: se vuole recuperare la tela e al contempo salvare la Laurina da una morte violenta, deve mettersi alla ricerca della ragazza.
Nel frattempo è giunta a Venezia la patrizia Bianca Spìnola, una genovese dalla lunga treccia che gira per la città in abiti maschili. È sempre scortata da un capitano spagnolo. Preoccupata dal dilagare del morbo, Bianca vuole ritrovare la sorella Laurina. Vuole portarla con sé a Genova, in seno alla famiglia. Durante la ricerca, s'imbatte nel biondo Paris, un tredicenne dall'aria sveglia. Il ragazzo è orfano e solo. Decide di farne il suo pupillo.
Dopo aver perso la tela ed essere sfuggito all'attentato, il Morto da Feltre gira per la città in cerca di un nuovo alloggio. La sua via s'incrocia con quella di madonna Agnese Mocenigo. La ricchissima vedova è assalita da due marrani mentre sta per salire in gondola. Il Morto la salva da un brutale tentativo di stupro e, in seguito al duello che ne deriva, rimane ferito. Mossa da gratitudine, madonna Agnese gli apre le porte del suo palazzo.
Agnese, Lucrezia, Leonora e la dolce Modesta, quattro agiate gentildonne bionde, giocano i loro giochi oziosi sullo scenario di magnifici palazzi, tessono i loro intrighi tra un ballo e un banchetto. Per liberare madonna Leonora dalla crudeltà del marito condottiere, le amiche decidono di organizzare un agguato in un canale cieco, di notte, dopo una festa a palazzo Mocenigo. Due sicari pagati da Agnese uccideranno il condottiere a fil di spada.
Il tentato omicidio, però, fallisce per un banale imprevisto: la sera della festa, nello studiolo di madonna Agnese, il condottiere tenta di far violenza a Bianca Spìnola. La genovese si difende e il condottiere perde la vita. Il Morto da Feltre sorprende Bianca nello studiolo, accanto al cadavere, la aiuta a liberarsi del corpo della vittima. Purtroppo l'omicidio non passa inosservato. L'amante di madonna Agnese, uomo di cui nessuno conosce il nome, ha scoperto il delitto di Bianca e si ripromette di usare la patrizia a mo' di capro espiatorio: la accuserà di tutti i misteriosi omicidi che stanno terrorizzando la città, quelli commessi da una mano sconosciuta. In realtà... l'assassino è proprio lui.
Quest'innominato omicida sa dell'importanza de "La Nuda". Anch'egli vuole la tela per sé. È scaltro, molto influente e assolutamente privo di scrupoli. La sua strada s'incrocia di continuo con quella dei tre nobili, del cardinale, del Morto da Feltre, di Bianca e delle madonne Agnese, Lucrezia e Modesta. Eppure lui li precederà sempre di qualche passo. Il suo pugnale sarà sempre lì per primo, pronto a colpire. Le vittime hanno gli occhi bruciati, perché vedono ciò che non devono nemmeno immaginare: il suo volto e "La Nuda".
Dinanzi a un individuo del genere, Contarini, Marcello e Vendramin non hanno altra possibilità: per avere "La Nuda" e scoprire il segreto della tela, devono unire le loro forze a quelle del Morto da Feltre e di Bianca Spìnola. Taddeo Contarini convoca il pittore e la genovese a palazzo, dopodiché incarica il letterato fra' Colonna, specialista di simboli ermetici e crittografia, di decifrare il rebus dei due dipinti: OMNIA INCIPIT AMOR.
Tra duelli e colpi di scena, la preziosa tela mette Bianca Spìnola nelle braccia del Morto da Feltre. I due s'innamorano perdutamente, ma il caso vuole che siano entrambi fin troppo orgogliosi e sempre pronti a far di spada. Non sono, queste, le migliori premesse per un futuro a rose e fiori.
I personaggi del romanzo passano da un palazzo all'altro, da un'isola all'altra, da un rebus all'altro, in una folle corsa contro il tempo, per giungere a capo del mistero. Il destino li condurrà insieme. Si ritroveranno tutti sull'isola di Torcello. Laggiù, nella cripta del convento San Giovanni Evangelista e dopo un ultimo combattimento disperato in mezzo al fango di una palude mortifera, la vicenda giungerà alla fine. Il segreto de "La Nuda" verrà alla luce.
Si avvererà la profezia che la vergine reclusa aveva fatto al Morto: Una nuda nera come la notte e bianca come il giorno gli indicherà la via alla profezia antica. Nella sua mano sarà il destino dei padri.
Torcello. Sull'isola dei padri ormai dimenticata da tutti, perduta nella laguna nord tra acqua e canneti, nel chiarore crepuscolare del tramonto, il velo cadrà. Dinanzi a un'epifania di tale fatta lo stupore di tutti sarà grande, ma ancor più grande sarà la sorpresa del lettore.
AUTORE
Sabina Marineo, scrittrice e saggista, è nata a Venezia, a pochi passi da piazza San Marco. Ha pubblicato diversi saggi di storia, preistoria e attualità. È una ricercatrice, ma anche un'amante della sua città. In particolare la Venezia del Cinquecento è da molti anni uno dei suoi temi preferiti di ricerca e dallo studio ha preso corpo, passo dopo passo, questo romanzo. Sabina Marineo scrive nel blog: storia-controstoria.org
