SINOSSI
Il romanzo si sviluppa attorno all'idea che Bram Stoker, il celebre autore di Dracula, nell'ideare il suo personaggio si sia ispirato non solo al principe rumeno Vlad l'Impalatore, ma anche alla figura terribile e sanguinaria della contessa ungherese Elisabetta Bathory, la più crudele serial killer della storia. L'autore ha fatto suo quanto esposto in un saggio (Dracula era una donna) dal critico e studioso americano R. T. McNally. Immagina, pertanto, che uno studioso ungherese di storia locale invii a Bram Stoker delle lettere contenenti il memoriale che un parroco dell'allora cittadina di Csejthe (oggi Čachtice, in Slovacchia) aveva scritto al suo vescovo, per informarlo di quanto era avvenuto nel castello in cui era stata murata viva la contessa dal 1611 al 1614, data della sua morte. Egli, ormai prossimo alla fine e in preda al rimorso, perché non aveva tenuto in debito conto gli avvertimenti che la Divina Provvidenza gli aveva fatto pervenire tramite una giovane sensitiva, rivela l'orrendo maleficio operato dalla contessa per trasformarsi in una creatura delle tenebre assetata di sangue. Significative appaiono le lettere che lo studioso ungherese invia allo scrittore irlandese, poiché in esse si può scorgere come quest'ultimo abbia potuto trovare spunti e ispirazione per la creazione del suo capolavoro di narrativa horror.
AUTORE
Gabriele Falco, nato nel 1957 a Montebello di Bertona (Pescara), laureato in Lettere Moderne, insegna Italiano e Storia in un Istituto Tecnico. Vanta diverse collaborazioni con quotidiani, periodici e riviste letterarie. Autore eclettico, spazia tra vari generi: dalla saggistica al racconto, al romanzo, alla poesia.
