SINOSSI

Negli anni Ottanta, quando Pietro ha solo cinque anni si trasferisce con la famiglia a Pervio, in un paesino di collina, dove ogni residente sa tutto di tutti. Sin dal primo giorno, quando Pietro conosce i suoi nonni paterni, suo zio e suo cugino, si sente come soffocato; comincia a sentirsi non più un bambino ma un animale, dove gli viene negata, anche dal padre, la libertà di vivere. Pietro soffre molto, vivono in condizioni estreme per causa della nonna. Ogni volta che Pietro inizia a sentire un soffio di libertà, sognando ad occhi aperti, c'è sempre la nonna che irrompe nella sua vita, negandogli la speranza di uscire da quel circolo vizioso caratterizzato dall’avidità di quell'essere. Il padre, in un certo senso, è plasmato dalla sua famiglia, ha dei comportamenti molto discutibili verso il figlio: non rispetta mai le sue decisioni. Quali che siano. Sostenendo che lo fa per il suo bene. Ma si sbaglia. L'unica a capire e a comprendere Pietro è la madre, che fa di tutto per sostenere le decisioni del figlio contro un essere autoritario che detta solo leggi. Nonostante tutto, il padre s'impegna con la madre a creare una certa stabilità in famiglia e, ottenendo un prestito dalla banca, pian piano dopo tanti sacrifici, si costruiscono una casa. La nonna, non appena lo sa, non si dà pace, litiga sempre, temendo, per causa del figlio, di perdere tutta la sua proprietà. Crea così un disordine, un caos nella famiglia stessa. Pietro, a causa di tutto questo, ogni giorno che passa si sente sempre più un animale, incapace di ragionar pensando. Non basta: ci sono anche lo zio e soprattutto il cugino a farlo sentire sempre un animale. Il cugino, suo coetaneo, frequenta la sua stessa scuola. Stanno spesso insieme, e il cugino non fa altro che giudicare sempre Pietro, trattandolo come uno stupido, un incapace, come un essere che non ha esperienza. E in certi casi, quando Pietro trova il coraggio sognando progetti, il cugino non fa altro che declinare tutti quei sogni dicendogli, ogni volta, che non riuscirà mai a fare questo o altro, che Pietro non è come lui, chiamandolo "asino". Crescendo Pietro, in cuor suo si accendono nuove passioni: avere una ragazza. Ma il padre non gli permette mai di uscire, impedendogli così di fare nuove conoscenze. La vita di Pietro è solo casa e scuola. Poi una notte, mentre dorme, in un sogno vede una ragazza che gli dice: <<Un giorno c'incontreremo!>>. Lui comincia a crederci e a sperare un giorno d'incontrarla davvero. A ventisette anni, quando aveva perso le speranze, si ritrova solo nella casa a meditare sulla sua vita passata e a porsi domande sul perché non è capace di ragionar pensando. Nel mese di gennaio, quando fuori nevica, si ritrova ogni giorno a ricordare tutto quello che l'ha portato a essere incapace di pensare con la propria testa, al punto di sentirsi un animale. Non un essere umano bensì un animale vero e proprio, capace di reagire solo per istinto di sopravvivenza come una preda. Passano i giorni e lui rivede come in un film tutti gli attimi in cui ha avuto sempre la percezione di essere visto come un animale. Al punto di sentirsi tale, ritrovandosi spesso a chiedersi chi sia l'animale, se lui o chi l'ha reso tale. Rispondendo sempre di conseguenza a se stesso: non so! Nel finale, l'animo di Pietro cade in qualcosa di mistico come se la sua mente immaginasse l'impercettibile. Vede i suoi cari e la sua ragazza dopo che sono morti in un incidente. E capisce che per essere uomini bisogna essere bambini, sognare sempre, fare in modo che i sogni diventino realtà. Non dare conto a coloro che giudicano, ma saper cogliere il consiglio di chi lo dona col cuore.

AUTORE

Joseph Santella (1980) è nato a Mirandola (MO), ma vive a Villanova del Battista (AV). Ha pubblicato il romanzo di fantascienza "Thomas La May, vita di un misantropo" e la raccolta di poesie "La pietra verde".