SINOSSI

Il testo "Il filosofo impertinente" è una riflessione sulla filosofia da parte di un filosofo che della filosofia è stanco, in cui l'esodo finale si concretizza in una personale "filosofia minima", fatta di poche credenze necessarie per vivere e di molte perplessità. La riflessione si intreccia con qualche elemento autobiografico e con argomentazioni su alcuni problemi filosofici ed epistemologici (ad esempio la validità della teoria dell'evoluzione, su cui l'autore esprime i propri indesiderati dubbi). Il testo ha un carattere più narrativo che argomentativo, tant'è che al suo interno si trovano anche dei veri e propri brevi racconti e riferimenti a poesie di Montale e Zanzotto; tuttavia la sua completa comprensione necessita di una conoscenza filosofica di base.

AUTORE

Nato a Livorno nel 1953. Laureato in Lettere all'Università di Pisa nel 1976. Docente di Lingua e Letteratura Italiana e Storia dal 1979 al 2020. Dal 1981 al 1993 ha collaborato alla pagini culturali di "Il Tirreno" ed altri quotidiani. Nel corso della sua vita professionale ha pubblicato su varie riviste (Riscontri, Sapere, Naturalmente, Nuova Secondaria Superiore, ecc.) nonché siti web saggi di argomento letterario, filosofico, pedagogico. Ha una collaborazione continuativa con letteratour.it, in cui scrivo nella rubrica Letture stravaganti. Pubblicazioni in volume: Le stanze di Ofelia, con Massimo Carboni e Omar Galliani, 1978, Factotum Book; Il manuale di storia della letteratura Excursus, con M. Michelucci, ed. Armando, 1995;  Il professore riluttante, ed. Armando, 2019; Il filosofo impertinente, Pav Edizioni, 2021. I suoi studi hanno prevalentemente riguardato la letteratura, la filosofia e la storia della scienza.