SINOSSI
All'alba del Novecento <<qualcuno doveva aver calunniato Josef K., perché, senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato>>. Com'è noto, nel volgere di un anno una giustizia folle e inafferrabile condurrà gli eventi al tragico epilogo della pena capitale e di una raccapricciante esecuzione sommaria. "Giuseppe" è la trasposizione di quella storia nell'epoca in cui l'imponente processo della morte di Dio, che il nietzschiano epitaffi o data a oltre un secolo addietro, è giunto alla dissoluzione dell'autorità e della giustizia. Narra il salto dal mondo della drammatica <<Lettera al padre>> a quello in cui i padri portano i jeans strappati e le scarpe da ginnastica e si muovono, ragionano e vivono come i loro figli. Nel ventunesimo secolo la tragedia dell'alter ego di Franz Kafka si capovolge: non più un innocente assassinato da una giustizia onnipotente, ma un colpevole sopraffatto dalla colpa, causa l'impotenza della giustizia e la sua impossibilità ad attendere alla propria funzione sociale: imporre all'imputato una pena, salvandolo e risparmiando alla collettività violenze e sofferenza.
AUTORE
Lettore e rilettore di romanzi classici, Michele Comper, trentino classe 1967, compie il salto oltre l'ambivalente barricata dando alle stampe un remake traslato d'un secolo, capovolto nella traiettoria e simmetrico nell'esito dell'immenso <<Der Proceß>> di Franz Kafka. Un esordio che potrebbe sembrare una sfida al padre tardiva, e che anzi lo è per certo. <<Aber sieh, sogar das ist nur scheinbar>> (ma guarda, anche questa è solo un'apparenza).
