SINOSSI

Dal confronto tra i due protagonisti, Agata e Teodoro, emerge un'attenta e acuta riflessione sul significato della vita e delle relazioni umane. I due si incontrano per caso nel web e scoprono di avere una straordinaria affinità. Ciò li porta ad aprirsi e ad approfondire la conoscenza di sé attraverso il rapporto con l'altro, in un dialogo fluido, evocativo e a tratti ironico, che si interrompe e si riannoda di continuo, alla ricerca delle più profonde e vitali connessioni. Quelle che ci rendono ciò che siamo e ci fanno specchio della complessità del mondo. Il romanzo ci proietta in una dimensione in cui i significati si stratificano. A partire dal titolo, che – come spiega l'autrice – "rappresenta l'ottica di Agata, la protagonista femminile: una donna creativa, pronta ad interrogarsi su tutto e lontana da ogni stereotipo. Con lei, "La fine non sta dove crediamo" invita a cambiare prospettiva rispetto ai punti di vista comuni, a cogliere le sfumature di senso, ad andare oltre la superficie delle cose. Perché la fine non si colloca là dove tutto finisce, ma si insinua in un modo indolente e inconsapevole di affrontare la vita, che non ci permette di sfruttare pienamente le nostre potenzialità. La fine, per Agata, sta nell'incapacità di capire e di evolvere. È invece la vita nel suo continuo sviluppo la chiave di lettura". Insomma, un romanzo dal risvolto sociologico che affronta la complessità del vivere moderno. E lo fa approcciando anche il mezzo virtuale, che più di ogni altro è in grado di stabilire "connessioni". E anch'esso diventa, oltre che strumento, spunto di riflessione.

AUTORE

Rosa Rovini è nata a Pisa e ha conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della sua città e un master universitario in scrittura professionale. Da sempre appassionata di scrittura, lavora da molti anni nel campo della comunicazione. "La fine non sta dove crediamo" è il suo primo romanzo breve, che presenterà in un Book Tour nei prossimi mesi.