SINOSSI
Ian è un ragazzo di provincia e osserva il mondo con rancore dalla finestra di casa. Ha perso molte cose negli ultimi anni, tra cui quella che incontra la notte nei suoi sogni e con la quale vuole disperatamente ricongiungersi: la sua amata Sofia. Incubi, rimpianti e sensi di colpa lo ancorano a una vita di tristezza, finché non verrà involontariamente tirato fuori dalla sua monotona esistenza nichilista attraverso la "tana del coniglio" che collega il mondo onirico a un futuro post-apocalittico. Qui potrà vivere una seconda vita alternativa apparentemente perfetta ma macchiata da angoli bui su cui indagare. Varcata la soglia dello spaziotempo scoprirà la realtà sulla vita di plastica che ha vissuto fino ad allora, riaprendo gli occhi in un mondo diverso: un futuro che non comprende in un corpo che non riconosce, circondato da estranei. Solo una persona familiare viene ritrovata: la sua dolce metà…che però non si chiama Sofia. Pristine è un romanzo distopico post-apocalittico in cui lo strascico di un perduto amore fa da filo conduttore per guidare la trama attraverso i misteri di un mondo nuovo, apparentemente rinato dalle ceneri degli errori delle passate generazioni.
Ogni capitolo è un pezzo di un puzzle che si incastra con gli altri, tenendovi incollati alle pagine fino a rivelare colpi di scena e trame nascoste.
AUTORE
Trentenne laureato magistrale in Economia che rimpiange di non aver approfondito la passione per la letteratura con un percorso diverso e di non avere abbastanza tempo per leggere tanti libri, come faceva fino all'adolescenza; ha lavorato tutta la mia vita in diversi campi stranamente non affini a quello della sua carriera universitaria e nei rari momenti in cui ha ripreso a leggere è rimasto folgorato dalla capacità di alcuni libri di tenere incollati alle pagine, come gli è successo con vari libri di Marquez, con "Gomorra" di Roberto Saviano o anche con "La solitudine dei numeri primi". Quest'ultimo in particolare l'ha ispirato, durante mesi molto difficili, a dare vita a dei personaggi tormentati che gli frullavano in testa, senza sapere se sarebbe realmente riuscito a produrre qualcosa di più lungo dei piccoli racconti che si dilettava a scrivere più di dieci anni fa.
