Per il punto della challenge "leggi un libro sotto le 100 pagine", la mia scelta è ricaduta su questo racconto di Oscar Wilde. Incontriamo brevemente un altro personaggio già presente in un'altra opera dell'autore, lady Windermere. La vicenda inizia proprio in casa di questa signora, che ha invitato vari nobili per un ricevimento o festa. Una attività ludica, per così dire, è farsi leggere la mano dal chiromante Podgers. Gli ospiti sono più o meno allietati, ma l'uomo sbianca e si ammutolisce quando deve leggere la mano di lord Arthur Savile, si capisce subito che inventa una bugia pur di non rivelare ciò che ha letto. Quando la stanza si svuota perché è ora di mangiare, Arthur lo costringe a rivelare la verità e l'uomo gli confessa che il lord è destinato a commettere un omicidio! Questo getta, ovviamente, nel panico il nostro protagonista, fidanzato con Sybil e che vuole sposare senza metterla al corrente di questa nefasta profezia. Cosa fare allora? Per lord Arthur la profezia è legge, anzi è proprio un dovere (non è un caso che il sottotitolo che Wilde mise al racconto sia proprio
"uno studio del dovere") ma, allo stesso tempo, non vuole macchiare di vergogna la sua futura moglie. Pensa
in modo coscienzioso che sia più onesto nei confronti della sua fidanzata spostare le nozze, in modo da aver il tempo di commettere l'omicidio indicato nel suo destino (che lui vede come un sacrificio e non un delitto), e solo dopo sposare la sua amata come se niente fosse. Chi dovrà uccidere? Il chiromante non l'ha detto, ma per levarsi il dente il prima possibile, Arthur decide di stilare una lista di amici e conoscenti e pescare da lì la vittima. Tutto molto sensato, no? I piani di Arthur, però, si rivelano un disastro dopo l'altro... come finirà questa storia?
Wilde è stato molto bravo a tratteggiare l'aristocrazia in poche parole, non mancano le sue solite frecciatine e battute umoristiche; è bello intenso anche il capitolo in cui Arthur è incupito, dopo aver saputo qual è il suo destino, e attraversa la Londra di quel tempo quasi volendosi mettere nei panni dei poveri. Una lettura carina, magari più tardi aggiungo qualche frase