SINOSSI
In una terra arsa e modellata dal vento, percorsa da profughi, assassini e peccatori in cerca di riscatto, un uomo prova a fare giustizia per un innocente. Ma la verità ha un prezzo e sono in molti a volerla nascondere. Giuseppe Galliani riporta i gesti umani alla loro radice primordiale in un esordio di purezza feroce, che esplora il confine tra violenza e grazia. Il tenente della Forestale Ian Dabrowski è arrivato da un anno in una delle ultime steppe d’Europa, fra l’Altopiano Murgiano e la Fossa Bradanica, e ha imparato presto che la frontiera promessa può trasformarsi in un campo di battaglia. Nel pieno di un inverno nevoso, il dodicenne Gheorghe Bunget viene ritrovato senza vita. Il caso è archiviato come suicidio, ma il forestale non è convinto. Inizia così la sua indagine ufficiosa per scoprire che cosa è davvero accaduto, mentre il fratello del ragazzo, accecato dal dolore, è determinato a vendicarsi. Le loro strade incrociano quelle di individui senza scrupoli, giunti da ogni parte per prendersi ciò che resta di un miraggio di libertà. Sullo sfondo di un paesaggio che è specchio e palcoscenico del destino, si consuma una tragedia in cui non c’è salvezza possibile, solo il riconoscimento dell’ordine profondo delle cose.
RECENSIONE
Il romanzo Questa feroce bellezza è un viaggio poetico tra dolore e verità. Ambientato in un paesaggio aspro e selvaggio (le Murge, in Puglia), il libro si sviluppa con la tensione di un crime. Racconta la storia di un uomo che cerca di fare giustizia per un innocente, muovendosi tra vendetta e pietà, in un mondo abitato da profughi, assassini e peccatori in cerca di riscatto. È un’opera densa, dove la scrittura si fa poesia e ogni pagina vibra di un'intensità rara. Il cuore pulsante del libro è un mistero doloroso: la ricerca della verità sulla morte di un bambino, un'innocenza spezzata che diventa il fulcro attorno a cui ruotano i destini dei personaggi. Galliani non sceglie la via del classico thriller, ma trasforma questa indagine in un cammino intimo e filosofico. La verità non è solo un tassello da scoprire, ma un bisogno vitale per dare un senso al caos e al dolore. Il romanzo vive di potenti metafore e contrasti insanabili. La "feroce bellezza" del titolo è la metafora stessa dell'esistenza: una terra aspra e magnifica, ferita dalla violenza ma costantemente illuminata da squarci di assoluta poesia. In questo scenario, la commozione non è mai un facile sentimentalismo, ma un sentimento puro e totalizzante che stringe la gola del lettore di fronte alla fragilità umana. Anche laddove regnano l'ombra e il desiderio di vendetta, emerge l'amore: un amore ostinato, disperato, capace di farsi strada tra le macerie del dolore come un fiore che si ostina a crescere nella roccia. Perché leggerlo? Perché è un libro che commuove nel senso più nobile del termine. È una lettura che scuote, che interroga la coscienza e che, attraverso una prosa magnetica e curata come un canto, riesce a trovare la bellezza anche nelle pieghe più buie della sofferenza. Un romanzo potente e indimenticabile.
[RECENSIONE A CURA DI ROSSELLA STELLA]
| Autore | Giuseppe Galliani |
| Editore | Einaudi |
| Pagine | 328 |
| Anno edizione | 2026 |
| Collana | Einaudi. Stile libero |
| ISBN-10(13) | 9788806267629 |
| Prezzo di copertina | 19,00 € |
| Prezzo e-book | 11,99 € |
| Prezzo audiolibro | 14,95 € |
| Categoria | Giallo - Poliziesco - Noir |


Commenti
Questa feroce bellezza non è un poliziesco di maniera, ma un crime tesissimo che affonda le radici nella realtà giudiziaria della Puglia. In una terra di nessuno gelida e di frontiera, le rotte della malavita pugliese si intrecciano con quelle di camorra e 'ndrangheta, muovendosi tra le batterie di Canosa, Andria, Trani e Cerignola. Questo precario equilibrio criminale crolla sotto una pioggia di proiettili in una cava, legando le mafie internazionali all'indagine ufficiosa del tenente della Forestale Ian Dabrowski sulla tragica impiccagione del piccolo Gheorghe Bunget.Galliani non inventa dal nulla: evoca la concretezza delle faide tarantine e delle stragi del foggiano, richiamando alla mente legami storici oscuri tra servizi deviati e boss del passato. Tuttavia, la cronaca è solo un punto di partenza. Ciò che viene dopo trasforma la realtà in un racconto mitico e profondamente cinematografico, che evoca l'epica rurale di Taylor Sheridan e il dinamismo tagliente di Quentin Tarantino.A dominare il romanzo è un groviglio indissolubile di violenza e inaspettata tenerezza. L’amore straziante di Costinel per il fratellino ucciso e la lotta biologica di Dabrowski contro un cancro alle ossa muovono una commozione autentica. Per consigliare questa perla letteraria, scritta con una padronanza dell'italiano superba e ricercata, bastano cinque parole che racchiudono il senso profondo dell'opera: l'abbraccio, la ferita, la rinascita, la verità e il lirismo.