Terminata ieri la lettura di "Destinazione errata". Vi ricordate come inizia "L'avvelenata", la celeberrima canzone di Francesco Guccini? "Ma s'io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto..." Bene, anche qui c'è un pretesto (il rapporto di lavoro con Claudia, il rapporto di coniugio con Livia) e una causa (l'invio di un SMS o di un Whatsapp sbagliato), ma il protagonista - consapevole dell'errore - si lascia travolgere dagli eventi susseguenti, si lascia vivere dominato da essi senza fare nulla per frenarne il lento ma inesorabile sviluppo verso l'epilogo finale. Il messaggio inviato per errore scatena infatti tutta una serie di dinamiche emozionali complesse nel protagonista, quali desiderio, curiosità, colpa, menzogna... nonché la consapevolezza che la vita di coppia non è una struttura veramente solida come ci sembra, per cui basta una piccola deviazione per mettere in crisi certezze che davamo per scontate. L'invio del messaggio sbagliato al destinatarioi sbagliato, in sé una banalità, diventa il punto di partenza perché si scateni una crisi personale più profonda nel protagonista, che in realtà già covava sotto la cenere, ma che finora non era emersa. Nel libro c’è una tensione narrativa crescente, dal banale errore iniziale via via verso situazioni più complesse e ingarbugliate, che crescono e crescono proprio come una valanga che rotola precipitosamente a valle. Starnone qui disegna le complesse e diverse vite dei personaggi che si intrecciano nella vicenda narrata, quelle vissute realmente e quelle che ci raccontiamo a noi stessi e agli altri. E' insomma il solito gioco pirandelliano delle maschere che viene fuori. Il libro affronta poi il problema molto attuale della comunicazione, del rapporto tra emittente e ricevente del messaggio, del suo contenuto, di come può essere interpretato dai suoi destinatari e degli effetti che può produrre, a volte davvero inaspettati. Con una prosa elegante, leggera ma affilata come una lama, il libro nasconde paure autentiche, desideri repressi e il peso delle menzogne quotidiane che ci costruiamo ad arte o meno per sopravvivere. All’inizio il racconto può sembrare banale, la narrazione può risultare lenta o poco “avventurosa”, ma non è così; il protagonista poi non possiamo giudicarlo del tutto buono o del tutto cattivo, per cui la sua ambiguità può lasciare spiazzato il lettore, incerto su come valutarlo. Del resto poi non siamo talvolta così anche noi? “Destinazione errata” è allora un romanzo elegante e riflessivo che esplora con leggerezza, ma anche con intensità le fragilità e le (false?) sicurezze della vita adulta. Mi è piaciuto. Sono tornato a leggere Starnone dopo oltre trent'anni dalla sua scoperta, dalla lettura di "Ex cattedra" (sì, con due T...) che mi aveva fatto divertire e di altri volumi e adesso l'ho proprio ritrovato con questo elegante volumetto che si legge tutto d'un fiato.