Nautilus ha scritto: Di questo libro ciò che più mi mette inquietudine è la contrapposizione tra il mondo infantile descritto da Merricat, fatto di cavalli alati, nascondigli segreti, parole magiche, incantesimi e la sua follia.
Merricat si comporta come una bambina e il lettore, se non facesse attenzione ad un particolare che non svelerò, potrebbe essere indotto a credere che lo sia.
In realtà Merricat probabilmente è affetta da qualche deficit mentale di cui l'autrice non parla mai, ma di cui mi sono convinta riflettendo sul particolare di cui sopra. Costance e Charles la trattano come una bambina, ma non la gente del paese e neanche zio Julian che la crede morta.
La "bambina" racconta la storia della sua famiglia quasi come fosse una fiaba, quando invece c'è dietro una tragedia.
Sto ancora cercando di decifrare questo libro, lo apprezzo o non lo apprezzo? La Jackson scrive bene ovviamente, la suspence iniziale non ti permette di mollare il romanzo, però vorrei sapere di più, molti punti rimangono oscuri anche se si capisce cosa è successo, infatti l'orrore si intuisce.
Il tuo commento mi ricorda molto l'altro romanzo dell'autrice, Hill House, dal momento che anche qui la protagonista, se non proprio con un deficit mentale, ha sicuramente una percezione della realtà e di come rapporti ad essa molto particolare. Ma soprattutto, anche in Hill House molti punti rimangono oscuri tanto che uno al finale non cerca di dare neanche una spiegazione, tanto le vicende a cui lo hanno portato sono così poco chiare che alla finale il finale poco chiaro sembra l'unico perfetto, lasciando il lettore a dare la propria interpretazione di ciò che è realtà e ciò che è stato solo immaginato. E da quel che scrivi, questi aspetti sembrano essere una caratteristica dell'autrice! Però in Hill House a me non aveva disturbato troppo, proprio perchè la centralità dell'incoscio, delle proprie paure, viene fuori con tanta naturalezze che rende impossibile al lettore non lasciarsi coinvolgere. Spero tanto di recuperare presto anche questooo!