Domenica, 30 Agosto 2026

"Peter Pan" di James Matthew Barrie

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21/03/2020 19:32 #43236 da Anna96
"Peter Pan" di James Matthew Barrie è stato creato da Anna96
Per fronteggiare questi giorni non proprio allegri io e Beatrice (@bibbagood) abbia deciso di condividere la lettura di questo classicone :) Le edizioni che abbiamo comprendono sia "Peter Pan nei giardini di Kensington" che "Peter Pan e Wendy" quindi credo che li leggeremo entrambi! Chiunque si voglia unire è il benvenuto :laugh:

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22/03/2020 00:00 #43238 da porthosearamis
Risposta da porthosearamis al topic "Peter Pan" di James Matthew Barrie
mi associo nell'iniziativa

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22/03/2020 08:56 #43241 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic "Peter Pan" di James Matthew Barrie

Anna96 ha scritto: Per fronteggiare questi giorni non proprio allegri io e Beatrice (@bibbagood) abbia deciso di condividere la lettura di questo classicone :)


Esatto :-) Visto che comunque Peter Pan aveva preso qualche fondo nel sondaggio per la scelta del libro del mese, abbiamo pensato di leggerlo comunque in condivisa. Breve e con una scrittura superficialmente scorrevole; tuttavia, dopo aver letto i primi quattro capitoli, è anche qui chiaro, come in Alice del paese delle meraviglie, che si tratta di un libro per bambini molto poco per bambini. Barrie crea un vero e proprio mondo, che coesiste nel nostro, interagendovi silenziosamente e descrivendo nei suoi elementi gli alterego del mondo umano. Più che simile al cartone, con il quale in realtà la prima parte, Peter Pan nei giardini di Kensington, non c'entra assolutamente niente, mi sono venute in mente alcune immagini di Huck Capitan Uncino, dove si vede quando Peter decide di tornare dalla madre e la vede ormai felice con un altro bambino, Certo, la figura di Peter che conosciamo dal cartone viene tratteggiata già qua: i pensieri che fa quando è nella camera della madre e ha ancora la possibilità di tornare per sempre da lei sono la base del concetto della sindrome di Peter Pan, il voler divertirsi ancora un'ultima volta prima di prendere decisioni definitive e vincolanti; c'è la voglia di volare, il riferimento a guardare a ovest, ma soprattutto mi è piaciuta l'immagine di lui con flauto.

Sono stata ai Kensington Gardens un paio di volte e mi ricordo la parte dedicata a Peter Pan, ma sarebbe bello tornarci adesso dopo aver letto una descrizione cosi approfondita di ogni angolo :)

"Il solo mezzo di sopportare l'esistenza è di stordirsi di letteratura" Gustave Flaubert

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23/03/2020 11:42 #43253 da porthosearamis
Risposta da porthosearamis al topic "Peter Pan" di James Matthew Barrie
ho iniziato la lettura: anche a me ha dato subito l'impressione di uno scritto che va ben oltre la fiaba per bambini ed il personaggio mi sembra tutto tranne che gioioso, gentile, difensore dei bambini, come invece è stato veicolato dopo la versione Disney.

Anzi, la figura di Peter Pan mi è sembrata, da subito, legata al concetto della morte. In questo senso, la costruzione di un mondo fiabesco che, come dice bea, riproduce quello umano e come questo non è assolutamente immune dai sentimenti più negativi; ma anche tutta la parte sui bambini metà uccelli e metà umani: i bambini che dimenticano come volare sono quelli che rimangono in vita e crescono.
Oserei definire Peter Pan un bambino morto in fasce che diviene, nello scritto del suo inventore, il simbolo dell'infanzia sacrificata al destino e dal destino.

Peter Pan, inoltre, è un ottimo strumento di riflessione sull'influenza tra le varie culture: viene visto come personaggio assolutamente positivo, in seguito all'imperare della cultura statunitense, è visto come un personaggio demoniaco a causa dei retaggi della cultura cristiana; si è perso il significato originale del personaggio di origine greco antica.

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23/03/2020 12:51 #43254 da Anna96
Risposta da Anna96 al topic "Peter Pan" di James Matthew Barrie
Anche io avevo pensato che Peter Pan fosse in realtà morto e che non potesse veramente tornare dalla madre... Anche l'accenno ai bambini morti che si trasformano in rondini me l'ha fatto pensare.

Sono arrivata alla fine del primo libro, devo iniziare "Peter e Wendy" che da quanto ho capito riprende finalmente la storia che ci viene mostrata (in modo edulcorato) nel cartone animato

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23/03/2020 13:46 #43255 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic "Peter Pan" di James Matthew Barrie
Io sto poco oltre la metà di Peter e Wendy, e anche se più lineare, mi piace meno rispetto a Peter Pan e i giardinidi Kensington. In quest´ultimo infatti si percepiva, nonostante il linguaggio semplice, una ricchezza e complessità di situazioni e dialoghi che rendono il libro più adatto all´apprezzamento di un pubblico adulto che di bambini. Nel secondo libro invece la storia é estremamente fedele al cartone animato, c´è giusto qualche dettaglio in più e si possono leggere alcuni riferimenti tra le righe; ma la catalogherei di fatto come libro per bambini. Mi piace perchè comunque è descritto bene, ma forse mi aspettavo uno spessore maggiore. Sicuramente la figura di Peter è molto particolare anche in quest´altra parte, un bambino non-bambino, ed è descritto bene il confronto continuo tra lui e gli altri bambini. Confermo come dice Emiliano, che anche se qui la storia è mooolto fedele al film disney, il personaggio di Peter non risulta cosi gentile. Credo in effetti che quel che si può leggere tra le righe possa essere anche qui un riferimento al concetto della morte, anche se in modo molto più sottile e indiretto che nel primo libro.
Tra le pagine iniziali si parla inoltre del significato dell´isola che non c´è: non sono sicura di esere riuscita veramente a capire cosa sia, sembra una vita di mezzo tra un luogo vero e un luogo che ognuno si crea nella propria mente, con proprie caratteristiche.

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25/03/2020 10:52 - 25/03/2020 10:53 #43266 da Ariel
Risposta da Ariel al topic "Peter Pan" di James Matthew Barrie
Ho finito anche io il libro! Allora per quanto riguarda la prima parte, "Peter Pan nei giardini di Kensington" ammetto di aver faticato nelle prime pagine, un pò perchè non riuscivo a capire chi stesse narrando un pò perchè sono arrivata a 32 anni conoscendo solo la versione Disney di Peter pan perciò mi aspettavo altro :laugh: Come ha già scritto Bea questa prima parte non sembra essere scritta per bambini, non so anche lo stile narrativo mi sembra diverso rispetto alla seconda parte, la mia sensazione è che la prima parte sia più rude,triste e inquietante un po come quelle storie popolari, tipo quelle che mi raccontava mia nonna che mettevano un pò di finzione magica nella realtà, ma che sostanzialmente volevano spaventarti per farti comportare bene.
La seconda parte è praticamente come ricordavo Peter Pan, cioè la versione Disney, anzi mi ha infastidita non riuscire a leggerla senza pensare o immaginarmi i personaggi e le avventure come il cartone animato o come il film, per me Caitan Uncino aveva le sembianze di Dustin Hoffman e Piumino è Rufio :laugh:
È stata un'esperienza limitante come sempre quando leggo un libro di cui ho visto il film, è frustrante! Altro fastidio l'ho provato nei confronti del narratore, ho capito che odio immensamente le anticipazioni, troppe tra l'altro, problema mio ovviamente, ma già dovevo fare i conti con il fatto che conoscevo la storia, le continue richieste di fare attenzione a quello perchè si rivelerà importante o questa è un'avventura che vi racconterò dopo ecc mi ha dato ai nervi. :silly:
Mi ha fatto un effetto strano anche la finzione di “famiglia” tra Wendy e Peter, quest’ultimo in realtà lo considerava un gioco e anzi in un’occasione ha chiesto proprio di essere rassicurato che lo fosse. Non so in modo contorto ci ho trovato lo stereotipo della donna, in questo caso una ragazzina convinta, la cui massima aspirazione nella vita è la famiglia (pure nel gioco) e l’uomo che invece per sua natura fortunatamente può dedicarsi ad altro. Non dico che l’autore volesse dire questo, ma è quello a cui ho pensato leggendo le scene dove fingono di essere madre e padre della tribù dei bambini smarriti.
In generale non mi è dispiaciuta questa lettura, diciamo che nonostante la versione Disney sia più addolcita, il personaggio di Peter Pan non mi è mai piaciuto e continua a non piacermi, leggendo il libro ne ho avuto conferma, non lo trovo positivo anzi è inquietante, con la sua imprevedibilità, i suo rifiuto a crescere e il suo egocentrismo (tipico dell’infanzia) mi fanno dubitare.

"...Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita,
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io sono il capitano della mia anima." William Ernest Henley
Ultima Modifica 25/03/2020 10:53 da Ariel.

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25/03/2020 11:00 #43267 da Ariel
Risposta da Ariel al topic "Peter Pan" di James Matthew Barrie
Nel capitolo La nave di pirati c'è il pezzo dove Wendy non vede altro che la sporcizia della nave:
" Sul vetro sudicio di ogni finestrino si sarebbe potuto scrivere <stupido chi legge>; e lei l'aveva già scritto parecchie volte."
Ecco questa è una delle pochissime volte in cui ho simpatizzato per Wendy, sarò bambina dentro, ma io lo faccio ancora :laugh: :laugh: :laugh:

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28/03/2020 13:04 #43286 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic "Peter Pan" di James Matthew Barrie

Ariel ha scritto: Mi ha fatto un effetto strano anche la finzione di “famiglia” tra Wendy e Peter, quest’ultimo in realtà lo considerava un gioco e anzi in un’occasione ha chiesto proprio di essere rassicurato che lo fosse. Non so in modo contorto ci ho trovato lo stereotipo della donna, in questo caso una ragazzina convinta, la cui massima aspirazione nella vita è la famiglia (pure nel gioco) e l’uomo che invece per sua natura fortunatamente può dedicarsi ad altro. Non dico che l’autore volesse dire questo, ma è quello a cui ho pensato leggendo le scene dove fingono di essere madre e padre della tribù dei bambini smarriti.


Ho pensato le stesse cose leggendo quelle parti! Alcuni dialoghi danno quasi una sensazione di disagio, perchè fa un po' inorridire vedere una bambina con tali convinzioni e sogni e dall'altra parte fa anche un po' inorridire una situazione cosi recitata tra bambini. Ovviamente bisogna contestualizzare il libro in un periodo in cui ruolo della donna e parità dei ruoli non erano trattati come lo sono adesso; ma leggendo con la prospettiva di adesso, quelle parti sono quasi inquietanti.

Sul fatto che vi siete sentiti spaesati con il primo libro: ci sarebbe in realtà un precursore, L'uccellino bianco, "un romanzo che descrive in prima persona il rapporto di amicizia tra l'alter ego di Barrie, il Capitano W., un ufficiale reduce di guerra, quarantenne e scapolo, e David, il figlio di una sua vicina, Mary A., e dei loro spensierati giochi ai Giardini di Kensington." ( it.wikipedia.org/wiki/L%27uccellino_bianco ). Forse avrebbe aiutato a seguire meglio il primo libro.
Comunque ho letto le note biografie su Barry e aveva ragione Anna ha dire che ha una biografia interessante! Pare che tra vari traumi abbia sempre vissuto in un suo proprio mondo e che quindi Peter Pan è più autobiografico di quel che uno puo pensare.

Comunque ho sempre pensato che Peter Pan sia un'esaltazione della giovinezza, che gli adulti sono brutti e cattivi e che crescendo si perde il bello della vita. Ma leggendo il libro direi che in realtà non solo gli adulti, anzi, forse proprio i bambini sono quelli che ne escono più male, dipinti come guidati solo da egoismo e opportunismo :dry:

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28/03/2020 14:15 #43287 da porthosearamis
Risposta da porthosearamis al topic "Peter Pan" di James Matthew Barrie

bibbagood ha scritto: Comunque ho letto le note biografie su Barry e aveva ragione Anna ha dire che ha una biografia interessante! Pare che tra vari traumi abbia sempre vissuto in un suo proprio mondo e che quindi Peter Pan è più autobiografico di quel che uno puo pensare.

Comunque ho sempre pensato che Peter Pan sia un'esaltazione della giovinezza, che gli adulti sono brutti e cattivi e che crescendo si perde il bello della vita. Ma leggendo il libro direi che in realtà non solo gli adulti, anzi, forse proprio i bambini sono quelli che ne escono più male, dipinti come guidati solo da egoismo e opportunismo :dry:


Assolutamente si. direi che in questo caso, come in pochi altri, è necessario conoscere la vita dello scrittore per conoscere la sua opera.

Concordo anche rispetto all'idea dell'infanzia come prima manifestazione delle negatività dell'uomo e, in questo senso, Barry mi ha ricordato Golding e il suo Il signore delle mosche.

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