porthosearamis ha scritto: [
Concordo anche rispetto all'idea dell'infanzia come prima manifestazione delle negatività dell'uomo e, in questo senso, Barry mi ha ricordato Golding e il suo Il signore delle mosche.
Esatto! Però la differenza secondo me è che ne Il signore delle mosche è chiaro fin da subito che i ragazzi rappresentano l´egoismo, la parte peggiore dell´uomo che emerge in determinate circostanze anche tra le persone che dovrebbero essere più pure, come appunto i bambini. Il messaggio è chiaro e tutto il libro ruota su questo presupposto. In Peter Pan invece mi sembra che all´apparenza si voglia mostrare come l´infanzia sia il momento da preservare, in cui si è più “genuini”, più vicini alla natura, in cui la fantasia permette di creare mondi, farci vivere in spensieratezza tutto fino a farci volare,e che crescere sia la cosa da temere, da evitare. Ma poi in realtà questi bambini, il cui stato infantile deve essere protetto, si rivelano non tanto diversi da quelli de Il signore delle mosche. E questo lascia una sensazione di disagio secondo me (per carità, il disagio c´è anche in Golding, ma è diverso).
Comunque ieri ho recuperato Finding Neverland, liberamente tratto dalla vita di Barrie, in particolar modo rispetto al rapporto che aveva con la famiglia Davies, ovvero i 4 bambini che hanno inspirato Barrie a scrivere Peter Pan. Il film dà peso anche al rapporto tra Barrie e la madre dei bambini e alla matrimonio infelice tra lui e la moglie, non so se per trovare una giustificazione all´affetto che Barrie avesse per i bambini e che è stato fonte di chiacchiere spiacevoli, o se effettivamente così. Sicuramente emerge come Barrie vivesse nel suo mondo quando ha scritto Peter Pan, come volesse rifugiarsi nella fantasia, da lui ritenuta probabilmente l´unico mezzo per sfuggire da una realtà in cui probabilmente non si sentiva a suo agio. E nel libro questo bisogno emerge con chiarezza.