Ho letto le cinque rimembranze e, come ha già scritto Greta, si tratta di realtà oggettive che semplificherò così:
- Si invecchia
- Ci si ammala
- Si muore
- Prima o poi ci separiamo da chi amiamo
- Il karma ci segue
Per quanto riguarda la prima rimembranza, chi non invecchia? E' una verità universale, eppure molti vivono nella negazione e sopprimono la paura rifugiandosi in altro. Più una paura viene nascosta, più la alimentiamo e più stiamo male. Dovremmo accettare questo dato di fatto che, comunque, non si può cambiare.
Stessa cosa con la malattia, spesso siamo portati a pensare che siccome stiamo bene allora il nostro corpo non si ammalerà mai e magari facciamo pure una vita di eccessi. Anche qui bisogna avere la consapevolezza che capiterà di ammalarsi e quindi bisogna fare buon uso della propria energia e del proprio sia per evitare di fare cose che possono distruggerci, sia per aiutare gli altri.
La paura della morte è forse la più grande, spesso facciamo di tutto per dimenticarla e non pensarci perché altrimenti ci incupiamo e soffriamo. Anche qui, nel momento in cui affronteremo davvero questo paura, non faremo più cose assurde per conservare l'illusione di essere immortali.
Un giorno dovremo lasciare tutte le cose e tutte le persone che amiamo. Anche questa è una verità, alla nostra morte non potremo portare nient'altro con noi, quindi non ha senso accumulare sempre più roba come molti fanno durante la vita. Dovremo abbandonare anche i ricordi e gli affetti, qualsiasi tipo di attaccamento. Bisogna essere pronti a lasciare ogni cosa e questa preparazione si ha con la pratica quotidiana perché ogni giorno leveremo un po' di forza alla paura.
Infine il concetto di karma. Ciò che facciamo, diciamo e pensiamo continua dopo che l'azione si è compiuta e i frutti ci seguono, è una eredità che ci seguirà sempre e a cui non possiamo sfuggire.
La pratica consiste nel ritagliarsi un tranquillo momento meditativo e di far riaffiorare la paura, praticando le cinque rimembranze (ci sono della frasi da dire) in modo che, giorno dopo giorno, si possa avere consapevolezza della paura e provare compassione. In tale contesto, dare voce alla paura significa ascoltarla e poi abbracciarla, in questo modo a poco a poco la paura perderà la sua forza e noi non soffriremo.