Terminato proprio ieri sera! Proprio nel momento clou, nelle ultime venti pagine, è andata via la luce

quanto ho odiato la pioggia che di solito adoro. Ahah

Volevo finirlo al lume di candela ma per fortuna dopo mezzora è tornata!
Elle ha scritto: ricordiamo anche la diversa infanzia. ma chi di noi donne si identifica in amelia? d'accordo non saremo delle rebecche, abbiamo i nostri alti e bassi, ma quante di noi vedono di buon occhio la svenevole e fragile amelia?
Io non sono d'accordo: molte volte Amelia mi ha irritato,si, ma apprezzo molto di più lei che Rebecca. Preferisco una persona che soffre piuttosto una che fa soffrire. Visto che citi l'infanzia, dovresti pensare che Rebecca ha avuto la fortuna di crescere in libertà nella sua famiglia mentre Amelia ha dovuto seguire le costrizioni della società.
Scrive Tackeray: < Sappiamo che fino a questo momento tutto ciò le era stato negato, ed era stata privata persino dei mezzi per affinare i propri gusti e la propria intelligenza. Era stata sempre governata da menti mediocri. E' la sorte di molte donne, e siccome in ogni consesso femminile l'invidia e la rivalità sono di casa, con inclemente giudizio la timidezza viene scambiata per stupidità, la gentilezza per indifferenza, e il silenzio, che spesso è solo un timido rifiuto della prepotenza altrui e un tacito segno di protesta, non sfugge alla severa condanna femminile. >
In un recente articolo sulla regina Vittoria ho trovato scritto questo sulla condizione della donna in quel periodo: < I valori in cui crede la gente perbene sono la purezza, soprattutto femminile, la rispettabilità, la temperanza. La moralità è la dote principale di una ragazza che aspiri ad accasarsi: nell'attesa che si materializzi l'uomo giusto lei passerà il tempo chiusa in casa a ricamare, leggere, suonare il pianoforte, imparare a cucinare e prendere lezioni di canto. Quando si sposerà, dovrà obbedire incondizionatamente al marito. >
Figuriamoci che libertà potessero avere le donne in questo periodo!
Al di là di ciò, ho trovato il romanzo buono ma non ottimo,mi ha annoiato a fasi alterne. Veramente bravo Thackeray nel ridicolizzare la società contemporanea però, nonostante alcune cose siano attuali, molte altre sono troppo riferite all'epoca, mi immagino l'impatto sui perbenisti del periodo ma adesso tanti pezzi vengono proprio a noia. Se non ci fosse stato Dobbin, il vero eroe del romanzo per me, avrei fatto fatica a finirlo.
Comunque bisogna riconoscere anche un'ottima caratterizzazione dei personaggi, anche di quelli secondari.
P.s. Inizio La donna in bianco di Wilkie Collins e il retro di copertina riporta "Thackeray lo considerava uno dei pochi libri degni di essere letti dall'alba al tramonto"