Sono circa un terzo e le ultime pagine sono volate, si viene immersi in una domenica e ci si sente subito avvolti dall'atmosfera della calma mattutina, con i parchi vuoti, tutto silenzioso, e poi piano piano inizia a esserci la gente, ad aprire i negozi, a incontrarsi per un aperitivo e poi per andare al cinema. L'ho trovata una descrizione veramente molto bella, con belle immagini, e si percepisce la città portuale (che dovrebbe essere Le Havre).
In realtà una volta superato lo scoglio delle prime pagine, trovo la narrazione molto coinvolgente; mi è piaciuto ad esempio anche quando incontra la sua domestica in lacrime, ci mette un po'a riconoscerla, si sente in dovere di farle capire che può farle da sostegno, ma senza esser troppo esplicito, e poi però cambia idea, perchè pensa che in realtà tra i due è lei quella a essere fortunata, perchè è lei che prova emozioni così forti da farla sentire viva, mentre lui è "calmo da tre anni", e come dargli torto. Mi è piaciuto come ha descritto la scena e come ci sia stata un'evoluzione della sua percezione.
Interessante anche la figura dell'Autodidatta, che si istruisce in ordine alfabetico
e che ha una curiosità sconfinata, secondo me nonostante le critiche Satre lo ammira e invidia.
Una frase che anche ho segnato é invece proprio all'inizio, quando riflette sulla natura di scrivere un diario:
"Credo sia questo il pericolo, quando si tiene un diario: si esagera tutto, si sta in agguato, si forza continuamente la realtà.
Ne avevamo parlato qualche settimana fa leggendo "Dove sei,mondo bello?" di Sally Rooney, perchè anche là viene analizzato questo concetto, ovvero che anche solo il fatto che decidi di scrivere un diario, cambia la percezione che hai della realtà, perchè mentre la vivi pensi a se stai vivendo cose abbastanza interessanti da metterle nel diario, e quando poi le scrivi inevitabilmente dai a eventi passati la percezione che ne hai nel presente.