È una lettura che si affronta molto velocemente ma vorrei "rallentare" un po' e tornare sui primi capitoli condividendo alcune note che ho preso via via.
Siamo all'inizio, quando i tre amici sono riuniti. Parla la voce narrante, Jerome: "Seduti nella mia stanza stavamo tutti male e ne eravamo impensieriti". Ad un certo punto viene fatto riferimento al fatto che leggendo gli annunci dei nuovi farmaci brevettati erano specificati i vari sintomi per i quali il lettore poteva arguire di avere la malattia per cui il farmaco era stato realizzato.
E Jerome dice: "Io li avevo tutti. Che strano. Non mi viene mai di leggere un annuncio di un farmaco brevettato senza giungere alla conclusione di essere affetto dalla peculiare malattia nella sua forma più violenta che forma il soggetto dell'annuncio".
Questa cosa mi ha fatto molto ridere perché mi ha fatto pensare ai tempi moderni, quelli che abbiamo vissuto nel ventennio precedente a questo ma anche quelli che stiamo vivendo.
Quante volte vi è capitato di andare a cercare sintomi su Internet o, più recentemente, di chiedere informazioni all'AI? Non dite bugie! Persino i medici di oggi sono costretti a ricordare a molti pazienti di "non cercare i sintomi su Google"
Jerome stesso prova a visitarsi, a tastarsi il polso. Si sente esperto e in grado di autodiagnosticarsi le malattie in base a sintomi immaginari.
In effetti, cambia il mezzo di comunicazione ma non l'essere umano. È come se avessimo bisogno di cercare conforto non potendoci spiegare qualcosa per cui non abbiamo studiato e, nel farlo, peggiorassimo la situazione. Infatti, come spesso accade, molti dei sintomi che cerchiamo su Internet ci riconducono alla stessa inesorabile conclusione: stiamo morendo!
Un po' meglio l'AI ho notato che inizia dicendoti di parlare con il tuo medico di fiducia e che ogni persona è diversa e che quello che ti dirà potrebbe non adattarsi al tuo caso, ecc. ecc. Insomma, una marea di disclaimer (e meno male)
Chissà se tra una decina d'anni ci troveremo a consultare l'AI come se fosse il nostro medico di base oppure uno psicologo oppure un altro specialista, come una sorta di "triage"/supporto di primo livello (spesso più che altro emotivo).
In effetti il corpo delle conoscenze mediche mondiali è enorme e le pubblicazioni sono milioni e l'AI è capace di attingere a questa enorme fonte di dati medici in maniera ottimizzata, molto più di quanto potremmo fare noi cercando in rete.
La capacità di fare una diagnosi differenziale allegando referti e spiegando i sintomi secondo me potrà essere uno degli utilizzi più interessanti che potranno essere fatti dell'AI in un prossimo futuro. Ci sono già esperimenti in corso.
Cambiando totalmente discorso, mi piace molto Montmorency e l'idea che Jerome ha avuto di farlo parlare! È come se in questo modo la storia strizzasse l'occhio ai bambini/ragazzi, la rendesse più accessibile nonostante l'incipit, le malattie e l'ipocondria, magari non la rendesse tale.
Mi fa troppo ridere all'inizio quando i tre amici decidono di risalire il Tamigi e la mettono ai voti e vincono 3 a 1 perché il cane non è convinto.
E poi le intro dei capitoli? Ne vogliamo parlare?
Capitolo 2
Discussione dei piani
I piaceri del campeggio nelle notti serene
Idem nelle notti di pioggia
Si arriva al compromesso
Montmorency: sue prime impressioni
Timori che non fosse fatto per vivere in questo mondo
Poi scartati in quanto infondati
Rinvio della seduta