Prendo spunto da questo tuo commento per inaugurare la discussione con una riflessione. Il libro uscì nel 1875, terzo capitolo di una trilogia (ma state tranquilli: ogni volume ha una sua totale indipendenza) che annovera anche il monumentale "I figli del capitano Grant" e il celeberrimo "Ventimila leghe sotto i mari". Parliamo, in totale, di circa 1500 pagine, e qui io già mi soffermo a pensare. I miei nonni - uno dei quali, ultranovantenne, ancora in vita - si sono bevuti Verne da ragazzi, in un'epoca in cui l'unico concorrente del libro poteva essere tutt'al più la radio. "L'isola misteriosa" - consiglio al riguardo l'eccellente introduzione critica dell'edizione Marsilio firmata da Jacopo De Michelis - è un romanzo a più livelli: per ragazzi, certo, se ci si limita alla trama avventurosa; ma decisamente complesso se si scava oltre la superficie, giacché tocca tematiche (peraltro attualissime) quali i limiti del progresso scientifico, il rapporto tra uomo e tecnica, la colonizzazione e la pretesa occidentale di esportare la civiltà. Non aggiungo altro, per non rovinare il gusto della lettura. Mi limito - da padre di due bambini in età scolare - a porre una questione: pensate che i nostri ragazzi (diciamo grossomodo tra i 10 e i 14 anni) siano in grado di gestire un romanzo di questa mole, al pari dei nostri nonni e bisnonni? Non parlo di apprezzamento, perché mi rendo conto che le tematiche possano risultare desuete. Ma è una domanda che mi pongo per i miei figli, che ancora devono compiere 10 anni. Saranno in grado di comprendere un testo del genere tra qualche anno, anche solo a livello letterale? Io sono cresciuto in una famiglia di lettori, quindi sono sempre stato attratto dalla carta stampata. E per me rispondo che sì, alle medie lessi senza problemi "Pinocchio" in edizione integrale, per esempio, senza eccessive difficoltà. Ma forse non faccio testo. Invece oggi? Se diamo in mano un volume di 600 pagine a un ragazzo, cosa otteniamo? È una questione che mi sta molto a cuore, per la quale non ho assolutamente la pretesa di avere risposte pronte. Rifuggo altresì dalla banale tentazione di esaltare il passato in modo acritico (della serie: ai miei tempi sì che... e via dicendo). Ma il problema, questo sì, me lo pongo. Stiamo leggendo un libro per ragazzi. Così almeno in linea teorica. Domanda (che estendo a tutti voi): di quali ragazzi parliamo? Quelli di ieri? Quelli di oggi? Entrambi, considerato che Verne è oggi annoverato tra i classici? In sostanza: si è inceppato qualcosa in 150 anni dall'uscita del libro? E se sì, cosa?