A me leggendo la prima parte è venuto in mente il sistema dei giochi di ruolo, alla
Final Fantasy per intenderci, dove ogni personaggio, con le sue capacità e le sue doti personali, risolve una parte del problema. Il segreto sta nella cooperazione...
Lo so che è un pensiero davvero a latere, ma mi piaceva condividerlo.
Anche perché io, rispetto a questo libro, continuo a preferire
Robinson Crusoe e il parallelismo lo faccio perché anche Verne lo fa. Su di me ha molta più presa un personaggio che, nella solitudine e nelle avversità, mette a frutto il suo ingegno per sviluppare la propria vita nelle avversità.
Alla
Minecraft, per intenderci...
Gian.Luca
a) Il potere straordinario e inimmaginabile della ragione umana: nulla di ciò che avviene sull'isola è prodigioso, anche le cose più straordinarie sono frutto di un uso saggio della ragione.
b) Un invito a saper cogliere le potenzialità di quanto ci accade: anche gli eventi apparentemente più disastrosi possono contenere delle potenzialità positive che dobbiamo saper cogliere, se vogliamo essere felici.
c) La grande armonia della natura (che per chi crede può essere una traccia di Dio): da un singolo granello che i personaggi trovano casualmente possono derivare processi riproduttivi di grande complessità.
Bellissime le tue riflessioni B e C!!
Sul punto A, purtroppo, io non mi sento di elogiare tanto il raziocinio umano, visti quanti disastri abbiamo combinato e continuiamo a provocare nella storia e nel presente...
Scusate se da videogiocatore divento filosofo, ma io ritengo che la Ragione sia il più grande limite dell'uomo, soprattutto perché è uno di quei limiti che non possiamo superare, perché "siamo fatti così"...