SINOSSI
Questo libro nasce da un'intesa, quella fra Simonetta e la nipote Costanza, dalla consuetudine dei loro incontri palermitani e da occasionali considerazioni sul piacere legato al rito dell'aperitivo, ponte fra generazioni e culture diverse. Da quelle considerazioni è stato quasi automatico arrivare alla contemplazione di tutte le piccole ragioni della bellezza del vivere che costellano la quotidianità del nostro sentire. Con altrettanta naturalezza Simonetta e Costanza sono arrivate a scoprire che quelle "piccole ragioni" ben potevano essere ospitate nell'accogliente guscio di quella che, nel patrimonio linguistico siciliano, suona come cuntintizza . Ecco dunque questo fascinoso duettare che, con ricchezza di episodi e di memorie famigliari, evoca il sottile piacere di arrotolare una pallina di zucchero e caffè, la sensualità dell'affondare le mani nella pasta frolla, il conforto di quel "quanto basta" che abita nelle ricette, lo struggimento con cui si accarezza l'oggetto appartenuto a una persona scomparsa, la meraviglia che dispiegano le pale puntute del fico d'India, la delicata cascata di calici, bicchieri e bicchierini colorati.
RECENSIONE
La cuntintizza, opera a quattro mani di Simonetta Agnello Hornby e della nipote Costanza Gravina di Comitini, è un testo non ampio ma di una densità e di una grazia rare. Più che un semplice memoir, questo volumetto si rivela un vero e proprio manifesto per vivere bene, un invito a riscoprire uno stato d'animo che parte da radici profondamente siciliane per assumere un respiro e una saggezza universali. Al centro delle pagine vi è una riflessione fortemente liberatoria: la distinzione tra la "felicità" e, appunto, la "cuntintizza", un termine siciliano che in teoria dovrebbe avere lo stesso significato ma, nell'uso che ne fanno le autrici, assume sfumature molto diverse. Il testo ricorda come la felicità, spesso legata a vicende di grande portata e a traguardi ambiziosi, porti fatalmente con sé un carico ansiogeno e la paura costante di perderla. La cuntintizza invece è un atteggiamento diverso, una forma di epicureismo moderno e rassicurante. È la capacità di trovare pace, appagamento e un senso di pienezza nelle piccole, apparentemente insignificanti, gioie della quotidianità. Questa propensione ad assaporare il quotidiano si traduce anche, pagina dopo pagina, in un meraviglioso inno al vivere con lentezza. È un richiamo a riappropriarsi del proprio tempo, per leggere, per assaporare un momento di quiete familiare, per godersi i dettagli della quotidianità senza la fretta che spesso divora le nostre giornate. È proprio qui, in questo dolce e consapevole rallentare, che (anche ad avviso dell'autore di questa recensione) risiede il vero segreto per costruire un futuro di reale benessere psicofisico: un antidoto potente e necessario contro la frenesia da agenda che pervade la nostra vita. Questa filosofia della lentezza e dell'apprezzamento si riverbera inevitabilmente anche sulla tavola. In questo elogio delle piccole cose, il cibo riveste un ruolo da assoluto protagonista. La gastronomia non viene mai trattata come mero nutrimento o come un vezzo superficiale; emerge, al contrario, come una parte essenziale e fondante della cultura del territorio. Le ricette, le tradizioni culinarie e le tavole condivise si trasformano in custodi della memoria, espressione di cura verso l'altro e ponte indissolubile tra le generazioni.
Sullo sfondo di queste riflessioni intime, attraverso i ricordi legati alla famiglia delle due autrici, si respira un'atmosfera aristocratica d'altri tempi. Si entra in punta di piedi nei salotti e nelle cucine della nobiltà siciliana, in un viaggio elegante che arricchisce il testo di aneddoti e di un innegabile fascino storico. Anche per questo, dopo aver completato la lettura del libro, si resta con l'impressione (che forse va al di là delle stesse intenzioni delle autrici) che la società siciliana, e palermitana in particolare, covi sotto la cenere le energie giuste, la vitalità e la resilienza necessarie per superare i gravi problemi del presente e costruire un domani migliore. La cuntintizza è, in conclusione, un testo prezioso, che si legge quasi in un soffio ma lascia un'eco duratura, invitandoci a rallentare per godere profondamente quel benessere che forse già abbiamo a portata di mano.
[RECENSIONE A CURA DI GIAN.LUCA]
| Autore | Costanza Gravina |
| Editore | Mondadori |
| Pagine | 288 |
| Anno edizione | 2023 |
| Collana | Oscar absolute |
| ISBN-10(13) | 9788804776604 |
| Prezzo di copertina | 13,50 € |
| Prezzo e-book | 7,99 € |
| Prezzo audiolibro | 11,55 € |
| Categoria | Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia |

