Io sono arrivato al 66%, da quanto vedo sto procedendo con lo stesso ritmo di Bea.
Mi tiene in piedi la curiosità, perché devo dire che la lettura via via si sta facendo molto stancante, in particolare per le continue liste, per gli indirizzi, per i cambi continui di personaggi ogni dieci righe...
In generale credo di non voler sentire più nominare Gene Hackman in vita mia!
La mia curiosità riguarda però solo un personaggio: Elizabeth Bathory!
guidocx84
Penso che se non avessi ascoltato il libro, a tratti anche divertente, e lo avessi letto, non l'avrei mai finito o ci avrei messo tanto tempo conoscendomi. Anche se alla fine un senso di curiosità per capire come andrà a finire la storia può spingere il lettore ad andare avanti....
Lo stesso identico pensiero tuo, ma cambiando l'ordine degli addendi.
Se lo avessi ascoltato, la mia attenzione sarebbe sparita subito, conquistata da qualsiasi altra cosa nei paraggi.
Mi era capitato con l'audiolibro di
Orgoglio e pregiudizio che mi rendessi conto dopo qualche decina di secondi che la lettura stava ancora andando e che io mi ero distratto nei miei pensieri. Dovevo sempre ritornare indietro qualche minuto per riprendere il filo. Sarebbe stato lo stesso con questo, anzi peggio, ne sono sicuro, perché mi conosco!
bibbagood
Da me al liceo c´erano due-tre gruppi ben distinti: quello a cui appartenevo, un altro che non sopportavamo e poi compagni ibridi
Esattamente la mia stessa situazione al liceo, tra l'altro anche io in sezione A (solo che ero allo Scientifico, quindi contavamo i numeri in senso logico... frecciatina contro il ginnasio-classico).
La zona in cui ho abitato fino appunto al liceo, in Basilicata, è suddivisa in tanti piccoli paesini e io facevo i chilometri ogni mattina per andare a scuola (circa una quarantina). Il fatto di provenire da paesi diversi si rifletteva in classe, anche perché nel pomeriggio, finite le lezioni, ognuno tornava al proprio paese e quindi non c'era condivisione.
Io ricordo che partimmo in 26 e che, dopo il biennio iniziale, terminammo in 23. Penso che con alcuni dei compagni non avessi mai parlato.
Gli anni del liceo sono stati formativi, ma da un punto di vista scolastico, perché ho frequentato davvero un'ottima scuola. Dal punto di vista sociale, invece, proprio no.
Poi c'è stata la rinascita, all'università, in Umbria, nella città da cui tra l'altro dopo vent'anni circa non sono andato più via. Inoltre eravamo venuti nella stessa città a studiare in quattro dal liceo, ma comunque non si erano creati legami troppo stretti. Avevamo provato, i primi mesi, a vederci, ma era ovvio che le nostre vite stavano prendendo strade troppo diverse, anche perché frequentavamo tutti facoltà differenti.
Insomma, l'unica fonte di informazione randomica che ho per quanto riguarda i compagni del liceo è costituita dai social, ma sono notizie che sfuggono velocemente nella mente...
A proposito di Perugia: ma perché una delle convitate abita proprio a San Martino in Campo? Una frazione piccolissima del comune di Perugia... Che strana scelta da parte dell'autore, che tra l'altro sembra conoscere molto bene le dinamiche sociali di quei borghi, dove la presenza di inglesi, americani e olandesi è enorme, creando proprio delle piccole bolle sociali nei casali e nei castelli acquistati qua e là in questi piccoli paesini...
Mi ha colpito molto l'episodio del Teatro Morlacchi e di quello che succede in Umbria, perché mi è sembrato che Mari avesse un vero e proprio legame con il luogo.