bibbagood post=71790 userid=1044Archie 3 è sicuramente complesso e a tutto tondo, tuttavia ho la sensazione che per leggere la sua storia sia necessario aver letto Archie 1: mi sembra infatti che qui entri subito nel vivo delle varie dinamiche, prendendosi meno tempo rispetto ad Archie 1 di dare informazioni di contesto.
Ho appena terminato Archie 3, devo dire che questa mancanza di contesto non mi ha disturbata affatto; anzi, tutte le informazioni storiche erano ciò che mi avevano convinto poco in Archie 1 (sarà che la storia non mi piace granché
).
Andrò controcorrente: per il momento Archie 3 è quello che mi è piaciuto di più. Come ho scritto in un precedente commento, tutti i personaggi mi sono sembrati più complessi, psicologicamente approfonditi, decisamente umani.
Condivido con chi ha detto che forse Auster ha esagerato un po' mettendo in testa pensieri così complessi come Dio e la morte nella testa di un bambino; ma credo sia stato un "errore di stile" più che un errore vero e proprio, perché i bambini a queste cose ci pensano eccome. Soprattutto nei momenti tragici in cui nessuno parla con loro.
Archie 3 è un bambino e poi un ragazzo smarrito, senza coordinate, quasi senza identità; non sa chi è, non sa che vuole, non sa cosa sia giusto e cosa sia sbagliato; ignora le norme sociali, il buon costume, le regole. È quello che potremmo chiamare un antisociale. Un antisociale che però riesce ad evitare estreme conseguenze grazie alla scrittura e all'amicizia con Vivian, e questo mi è piaciuto molto.
Rispetto alla sessualità di Archie...
Nota finale: Auster si conferma il re delle morti idiote. Archie 3 avrebbe potuto morire a causa dell'alcol e delle sue complicazioni, a causa di una malattia sessualmente trasmissibile (l'HIV galoppava forte), a causa di una rissa o di una rapina nei quartieri malfamati che va frequentando ... e invece ... va beh
Procedo verso Archie 4! Anche io avverto un po' di stanchezza. Forse perché il libro non è come ce lo aspettavamo?