Claudia1221 ha scritto: ricordiamoci che i tempi sono cambiati, uno scrittore non può più prendersi il lusso di scrivere con calma. Il pubblico esige, le case editrici professano. Dietro uno scrittore che abbia avuto un minimo di successo le pressioni aumentano esponenzialmente. L'uso dei ghostwriter serve anche a velocizzare il lavoro e l'uscita del libro,il ferro va battuto finché caldo. Purtroppo credo che qui il punto non sia più chi ne fa uso e chi no,ma la visione della scrittura solo da un punto di vista di business! L'editoria sta inevitabilmente cambiando adeguandosi ai tempi in cui si deve essere sempre pronti, rapidi e veloci.
Infatti, e come ha citato Novel da Argento che cita King, non è che i Ghost Writers fanno tutto il lavoro e consegnano il prodotto pronto all'autore che ci mette la firma e lo manda alla casa editrice. Con i Ghost Writers è sempre una collaborazione, l' autore dà le direttive all'inizio, da consigli in fieri, e decide cosa aggiungere, togliere, modificare alla fine. Il mercato letterario è un business come tanti altri, molti autori hanno contratti con case editrici che li vincola a produrre un tot. ogni tot., esattamente come succedeva ai tempi di Dumas. Scrivere può essere una passione, ma essere scrittori vuol dire far di una passione un mestiere e come tale bisogna adeguarsi a quel che il mercato chiede, anche perchè è un po' difficile credere che si abbia una passione tale da scrivere ogni 10 mesi per un lasso di tempo di tanti anni un libro di almeno 400 pagine

(anche se dalle poche informazioni vaghe che ho su King, credo che la sua prolifica produzione sia data dal fatto che quando era più giovane e ancora non pubblicava, già avevo scritto e abbozzato tante opere poi abbandonate, a cui invece successivamente ha rimesso le mani, e ciò potrebbe anche giustificare il far uscire romanzi come se non cif osse un domani

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