Io ho interpretato il fatto che non chiedesse aiuto come un sintomo della sua mancanza di fiducia verso il prossimo da una parte, dopo che tanti lo hanno deluso, e dall'altra una sorta di vergogna, il fatto che per quelli "buoni" come June, Ms Betty, il coeach, lui si senta un peso e si vergogni di deluderli, sa già che fanno tanto e non vuole recare loro altri disturbi e preoccupazioni, si sente di fatto costantemente in difetto.
Arrivata al capitolo 60 non ho resistito alla tentazione di guardare per bene dove si svolgesse tutta la storia, vabeh gli Appalachi, ma non avevo ben in mente come effettivamente i vari luoghi e le varie città fossero posizionate ed effettivamente é proprio un confine tra tre stati, e quando nel 60esimo capitolo si parla delle montagne e del momento che Damon ha per sé, ho voluto vedere qualche foto delle Cumberland Rocks, il Cumberland Mountain State Park, era proprio come me lo immaginavo con gli occhi di Damon!
in particolare, di queste pagine mi é molto piaciuta l'ambivalenza della metafora del volare: all'inizio, quando arriva, la sua prima associazione é più tipo il suicidio, nel senso che volare vuol dire di fatto buttarsi da una di quelle rocce, si può provare a lanciarsi e o si vola o si cade, e il pensiero va anche a Fast Forward. Ma alla fine della passeggiata capisce che invece buttarsi vuol dire non solo cadere, bensì anche tentare di avere una vita migliore, impegnarsi in una nuova sfida per cercare di raggiungere la vita sperata.
Mentre nel capitolo 61 confrontandosi con le esperienze dei nuovi compagni e ripercorrendo la storia che ci ha narrato mi é piaciuto come rifletta che é spesso semplice identificare momenti ben precisi che hanno dato una svolta negativa alla vita, mentre molto più difficile é identificare momenti singoli positivi, perchè le cose positive sono più che altro il risultato di un processo, e ce ne accorgiamo quando hanno preso radici in noi e abbiamo dato loro la possibilità di crescere e fiorire.
"Il solo mezzo di sopportare l'esistenza è di stordirsi di letteratura" Gustave Flaubert