La trilogia di New York si compone (come suggerisce il titolo) di 3 racconti gialli a sfondo poliziesco, ma dietro questi si nasconde un significato più profondo che abbiamo analizzato durante il nostro incontro.
Inizialmente il focus è caduto sulla differenza tra il vivere in una grande città e nelle piccole città (o anche meglio, paesini delle periferie).
Le sfaccettature socio/economiche sono indubbiamente molto diverse e spesso impattano sul modo di vivere dei rispettivi residenti. Da questa riflessione si è passati ad immaginare New York come un luogo in rapida evoluzione, pieno di opportunità per tutti ma anche dove i singoli a volte possono vivere di relazioni superficiali e quindi perdere connessione col mondo reale e con sé stessi, proprio come succede ai protagonisti delle tre storie del libro. Infatti i protagonisti (e non solo) spesso o cambiano nome (protagonista della prima storia) o hanno un nome relativo ad un colore (quasi tutti i personaggi della seconda storia) oppure sono senza nome (protagonista della terza storia). Da notare che il nome è un concetto molto legato alla propria identità soprattutto nei testi biblici, il cambio di nome equivale a un cambio di vita, il non dare un nome a qualcuno significa non avere una propria identita'.
Da qui il perdersi di questi protagonisti mentre sono impegnati ad indagare sulla vita di qualcun altro che a lungo andare sarà un modo per loro di rivedere qualche parte di sé stessi celata nel corso della loro stessa vita. Più si avvicinano a queste persone su cui indagano più cominciano ad andare in crisi con sé stessi su come si sono da sempre visti e pensati. Tutto ciò si vede nella loro riscoperta di nuove identità o idee che riemergono rivedendo nel ricreato una parte di sé ormai dimenticata.
Da qui si sono citati romanzi come Uno Nessuno Centomila di Pirandello dove vengono rintracciati temi similari riguardo alle diverse identità.
In un certo senso New York è descritta come una delle città più alienanti che ci siano al mondo che porta l individuo a essere "Uno" per l immagine che ha di sé stesso (e/o per quella che gli da la società), "Nessuno" se paragonato alla massa, "Centomila" se inizia a scavare dentro di sé e quindi a ricercare chi è davvero.
Infine si è pensato a quanto attinenti alla realtà potessero essere state alcune storie di disagio citate (tipo quelle di Peter Stillman figlio, rinchiuso per anni in casa da suo padre) e si sono trovati riferimenti a storie realmente accadute molto similari.
Per concludere anche se a volte questi romanzi mettono di fronte a situazioni molto contorte, compresi i suoi personaggi che sono molto travagliati con loro stessi, in realtà vogliono solo mettere in evidenza alcuni aspetti molto complessi che si instaurano nella persone che vivono in città così altamente progredite (all apparenza) e fortemente variegate dove le persone che ci vivono hanno dei vantaggi ma evidentemente anche degli svantaggi di altro genere.
"Sentirsi soli in una grande città
È più dura che nella mia terra
Ci sono troppe pareti, troppi muri
Dove sbattere la testa"
(Lucio Corsi - Freccia Bianca)