Martedì 24 marzo il club del libro di Caserta si è riunito al bar Margherita per discutere del libro "La campana di vetro" di Sylvia Plath, letto e apprezzato dai membri femminili presenti all'incontro. Questo ha generato un dibattito su opere prettamente femminili e maschili, su come si tenda a prediligerne un tipo oppure ad approcciarsi a quello opposto per sperimentare ciò in cui non ci si può riconoscere. Tornando al libro, il primissimo apprezzamento è stato per le illustrazioni, in cui il colore rosa regna sovrano, anche se sono presenti pagine nere in concomitanza con i momenti più bui vissuti dalla protagonista Esther (che rappresenta l'autrice stessa, essendo un racconto autobiografico) affetta da depressione. Forse, proprio perché si tratta di un'autobiografia o perché la scrittrice in questione nasce come poetessa, il racconto in alcuni punti è discontinuo e si passa da una scena ad un'altra senza apparente connessione, cosa che ha irritato le nostre lettrici
Successivamente, ci siamo soffermati sull'evoluzione della depressione (tra l'altro mai citata apertamente come tale): sono stati fatti notare alcuni dettagli iniziali che lasciavano presupporne una tendenza e ci si è anche chiesti se l'egoismo mostrato da Esther nella prima parte del libro facesse parte del suo carattere o fosse già una manifestazione del suo malessere. La fase conclamata di malattia, invece, ha visto una serie continua di tentativi di mettere fine alla propria vita molto maldestri, i quali hanno fatto pensare a dei gridi di aiuto, piuttosto che ad una reale volontà di morire.. da lì è nato un confronto con la tragica fine della Plath.
Ancora, sono stati passati in rassegna vari aspetti presumibilmente correlati con il peggioramento della protagonista: da un lutto importante in tenera età, ai rapporti con alcuni ragazzi e ad alcune situazioni di pressione sociale.
Un ulteriore spunto di riflessione è stato quello secondo cui uno psichiatra competente possa essere determinante nell'esito della depressione, che quindi non risulta insuperabile di per se', ma quando non viene gestita in modo adeguato. Infine, è stato sottolineato come, nonostante il tema delicato, di un certo peso, la lettura non sia risultata ostica.
PS= è stato proposto di scegliere all'inizio dell'incontro chi si occuperà del resoconto in modo da agevolargli il compito.
PPS= dopo il bar abbiamo smaltito il prosecco con una passeggiata,contando le auto rosse