Domenica 2 agosto si è tenuta la consueta riunione mensile del nostro bellissimo gruppo di lettura catanese,
La Marcia degli Elefanti. Nonostante le folli temperature delle ultime settimane, ben nove intrepidi
liotrini hanno partecipato alla riunione: Loredana, Paola, Martina, Nunzio, Serena, Anna, Fabio, Massimo e la sottoscritta. Dopo aver aspettato i ritardatari e fatto le nostre ordinazioni (granite, bevande e caffè), abbiamo dato il via alla discussione sul libro
La lista di Mabel di Laura Pearson, cullati dal climatizzatore in modalità "circolo polare artico" del bar (100 punti a Grifondoro!).
Avendo proposto io il romanzo al gruppo, ho avuto l'onere di aprire le danze e ho subito ammesso di essere rimasta particolarmente delusa dal libro perché, nonostante sia ben quotato su Goodreads, non si è rivelato all'altezza delle mie aspettative. I temi ci sono e sono anche importanti, per esempio affrontare i dolori e i lutti (di tutti i tipi), il peso dei ricordi e dei rimpianti, chiudersi a riccio per i traumi, l'accettazione di sé, l'amicizia, non arrendersi di fronte alle sfide della vita e concedersi sempre una nuova occasione indipentemente dall'età. Purtroppo, la scrittura dell'autrice si è rivelata abbastanza piatta, come del resto anche i personaggi, i quali non hanno una loro caratterizzazione psicologica, non hanno profondità, esistono solo relativamente al loro problema (che è sempre di ordine familiare). I temi, quindi, sono trattati esattamente allo stesso modo superficiale e senza emozione, faccio un esempio su tutti: non poter avere figli pur desiderandoli moltissimo... difficile rimanere indifferenti, no? Eppure la Pearson non fa empatizzare nemmeno un po'.
Praticamente questa visione negativa del libro è stata condivisa dalla totalità dei presenti alla riunione, non è stato il libro peggiore che abbiamo letto e, tutto sommato, si è rivelato adatto al periodo estivo perché è leggero e si legge senza sforzo. Certo, se ci fosse stata un po' di sostanza sui temi non ci sarebbe dispiaciuto!
Abbiamo cercato di analizzare i vari personaggi ma, per forza di cose, l'unica di cui si sa di più è proprio la protagonista ottantenne, Mabel. Qualcuno l'ha definita "tossica" (o "malessere", non ricordo

) per il tipo di relazione che ha inflitto al marito e per i comportamenti con le amiche. Mabel si sposa sì, ma senza amore, senza passione, senza nulla che chiunque di noi si aspetta da un rapporto romantico e, infatti, non si concederà mai al marito. Questo povero disgraziato, comunque, l'ha sempre amata e si è preso cura di lei fino anche dopo la propria morte, mentre Mabel, stando a quanto abbiamo letto, pare che non abbia avuto nessuna premura affettiva nei riguardi del marito. Quindi, abbiamo cercato di capire, analizzando i tempi della sua giovinezza, il perché Mabel si sia sposata, che tipo di vita avrebbe potuto fare se avesse parlato chiaro, se la sua scelta sia stata la strada più sicura/facile o quella più impegnativa.
Successivamente, abbiamo analizzato il comportamento che ha avuto con le sue amiche e come queste abbiano risposto. In buona sostanza, c'è poco di credibile! Mabel si intromette nella vita di queste donne, conosciute da poche settimane, in maniera eccessiva e causando solo problemi. Invece di sistemare la propria vita, vuole sistemare quelle delle amiche e fa scelte altamente discutibili... eppure, in questo mondo fatato che è la cittadina in cui si svolge questa storia, Mabel viene perdonata praticamente subito. La maggior parte di noi è rimasta sconcertata! Tra l'altro, anche con le amiche, si muove molto spesso per tornaconto personale (anche se mai con deliberata cattiveria).
Oggetto della nostra analisi sono state anche le storie personali e i problemi di queste amiche, ma non abbiamo trovato poi così gravi certi episodi o traumi. Solo Julie ha la storia più pesante ma, come già detto, la Pearson non è stata capace di farci entrare in empatia con nessuno.
Un'altra critica che è stata fatta al romanzo è il plot twist finale che, secondo alcuni è stato un po' improvvisato, mentre altri sostenevano si capisse già dalla sinossi. Molto probabilmente, l'idea dell'autrice era di farci arrivare a questo finale gradualmente, passando per le varie vicende accadute a Mabel, vicende che l'hanno segnata, traumatizzata e fatta chiudere. Per me non è stata una sorpresa, ma poiché la sensazione di "una roba buttata lì a caso" è stata condivisa da alcuni del gruppo, credo che la colpa sia imputabile alla poca capacità dell'autrice di mettere un paio di indizi tra le pagine.
Come accade sempre, anche nel caso di letture molto belle, la discussione sul libro del mese si è rivelata sempre più interessante e arricchente del romanzo in sé, e questo è proprio il bello dei gruppi di lettura!
Finita la discussione, abbiamo votato il nuovo libro del mese, che mi vedrà ancora una volta protagonista su questi schermi per il resoconto! Il romanzo che ha ricevuto più voti è
Il Master di Ballantrae di Robert Louis Stevenson. E non vedo l'ora di rileggerlo!!!