Per alcuni il tempo scorre lentamente, per altri non è mai abbastanza, per i Tuck semplicemente non esisteva..1
Cosa accadrebbe se si potesse vivere per sempre? L'eternità sarebbe considerata un dono da custodire o una maledizione da cui non poter fuggire?
È questo l'interrogativo e tema principale dell'opera di Natalie Babbitt Tuck Everlasting (tradotto in Italia come Gli immortali o La fonte magica), a cui sono ispirati l'omonima graphic novel e la trasposizione cinematografica del 2002 con Alexis Bledel.
Il libro racconta l'incredibile storia di Angus, Mae, Miles e Jesse Tuck, una famiglia che tempo dopo essersi rinfrescata a una sorgente nei boschi della cittadina di Treegap scopre di non essere affatto invecchiata da allora e di non correre alcun rischio di ferirsi o morire. A distanza di quasi un secolo è la figlia del proprietario di quegli stessi boschi, Winifred Foster, a incrociare il loro cammino (nel libro e nella graphic novel Winnie è una bambina di soli undici anni, mentre nel film è oramai una giovane donna).
La storia della famiglia Tuck racchiude in sé molteplici sfaccettature e significati lasciando spazio a una riflessione chiave sulla linearità del tempo (la ruota della vita che gira senza sosta cedendo continuamente il passo a ciò che viene dopo), sull'importanza del cogliere e vivere pienamente l'attimo che inevitabilmente è destinato a fuggire (il cosiddetto carpe diem oraziano) e sul fato su cui i Tuck non hanno più alcun potere di agire, condannati così a un eterno presente. L'argomento centrale di queste opere, di cui filosofi antichi e contemporanei come Eraclito e Nietzsche hanno ampiamente trattato, è il tempo nelle sue innumerevoli forme.
Life. Moving, growing, changing, never the same two minutes together. This water, you look out at it every morning, and it looks the same, but it ain't. It's a wheel, Winnie.2
Durante una passeggiata in barca sulle acque di Treegap il signor Tuck riflette con Winnie ricorrendo al concetto del panta rhei (tutto scorre), dai più attribuito al filosofo greco Eraclito, con l'intento di farle comprendere il modo in cui necessariamente gira e funziona la grande ruota della vita, dal fiume alle rane che lo abitano, e di come la sua famiglia sia inesorabilmente destinata a non essere più parte di quell'ingranaggio che muove tutto ciò che li circonda. Angus Tuck adotta l'espediente dell'acqua, di cui anche Eraclito si serve per meglio illustrare il concetto del panta rhei: il pensatore di Efeso sosteneva l'impossibilità di immergersi due volte nello stesso fiume poiché la seconda volta si tratta ormai di acqua che è sopraggiunta; l'individuo stesso è diverso da quando ha mosso il primo passo dalla riva. Per essere ciò che si è in uno specifico momento, dunque, è necessario non-essere-più quello che si era precedentemente. Il divenire ha come sua intrinseca caratteristica il continuo passaggio da un contrario all'altro: il giovane invecchia così come ciò che è vivo si spegne, lasciando però spazio, come afferma il signor Tuck, ad altra vita. Tutto è movimento e trasformazione, come la corrente del fiume, a eccezione dei Tuck che alla stregua di rocce, immobili sulla riva del ruscello, guardano scorrere il tempo senza poterlo afferrare e vivere pienamente.
Il tempo a cui è legata la famiglia Tuck, in particolar modo il figlio minore, è molto più simile a quello che Nietzsche definiva l'eterno ritorno di un passato che si ripete identico nel futuro e amor fati o accettazione dell'uguale. Secondo la visione nietzschiana del tempo ciclico l'uomo è chiamato a esercitare la propria volontà nell'attimo presente senza lasciarsi travolgere dal destino, poiché solo vivendo con tale entusiasmo e intensità si può desiderare di rivivere ogni istante per l'eternità: l'unica eccezione tra i membri della famiglia Tuck a non vivere come tragica condanna l'immortalità è rappresentata da Jesse, che esprime con tenacia la propria volontà di contro al fato che non ha potuto scegliere; chiede a Winnie, infatti, di bere della fonte magica compiuti diciassette anni (nel libro e nella graphic novel) e di attendere il suo ritorno una volta placate le acque (nel film) così da poter rivivere "un milione di momenti" insieme.
Conclusa la gita in barca, Angus Tuck invita Winnie a non temere la morte, passo necessario e ineluttabile dell'esistenza umana, bensì una vita non vissuta.
Non è necessario vivere per sempre, basta semplicemente vivere…3
(articolo a cura di Maria Giovanna Curcio)
Note:
1 Citazione iniziale tratta dal film Tuck Everlasting – Vivere per sempre di Jay Russell.
2 K. Woodman-Maynard, Natalie Babbitt's Tuck Everlasting. The graphic novel, Farrar Straus Giroux New York, p.94.
3 Citazione finale tratta dal film Tuck Everlasting – Vivere per sempre di Jay Russell.
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