Sabato 23 maggio, ci siamo incontrati nella nostra ormai consueta libreria per parlare del libro del mese: Fiori per Algernon di Daniel Keyes.
Un vero capolavoro che l'unanimità dei presenti ha amato senza riserve.
L'autore ci ha attirato e quasi intrappolato nella mente di Charlie Gordon, un uomo con disabilità intellettiva che conduce una vita semplicissima e che ha un unico desiderio: diventare più intelligente. A questo scopo Charlie si sottopone ad un esperimento scientifico già testato su un topo di laboratorio chiamato Algernon. Dopo l’operazione, la sua intelligenza crescerà rapidamente e la sua vita si intreccerà, ineluttabilmente, con quella del topo. Pagina dopo pagina, attraverso i suoi “rapporti di progresso” che cambiano stile man mano che la sua intelligenza aumenta, ci siamo trovati a fare i conti con noi stessi. Infatti, potrei definire la nostra lunga chiacchierata come un vero e proprio caleidoscopio di episodi personali e tematiche esistenziali: quanto siamo disposti a cambiare per essere accettati dalla società? Ma soprattutto, nelle nostre relazioni siamo davvero in grado di accogliere i limiti e/o i progressi dell'altro? È più semplice restare al fianco di un amico in difficoltá rispetto a quando,invece, raggiunge un successo importante? È che cosa si intende davvero per successo? Come si fa a giudicare il valore delle persone? Avremmo potuto continuare a parlare di tutto questo per ore, perché mentre seguivamo Charlie nel suo disperato desiderio di essere “abbastanza”, siamo finiti inevitabilmente per confrontarci con le nostre esperienze di vita. Il protagonista attraverso la sua veloce ed intensissima parabola ci ha raccontato della meschinità ma anche della complessità dell'essere umano, "condannato" alla costante ricerca e affermazione della propria identità e di quanto sia riduttiva la categorizzazione in "buoni" o "cattivi". Infatti il libro offre infinite sfumature concettuali, tanto che ognuno di noi ne ha colto una diversa: gli errori che commettiamo difronte alla disabilità, lo squilibrio che l'essere percepiti come intelligenti (o il suo contrario) crea nei legami interpersonali ed il trasversale bisogno di essere amati, così come si è. Il percorso intrapreso da Charlie gli ha donato la desiderata intelligenza ma ci siamo chiesti se lo abbia condotto dove sognava di arrivare. È un libro amaro, uno di quelli che sembrano leggerti mentre tu stai leggendo loro. Il goffo Charlie con la sua storia fragile e potentissima, ci ha permesso di seguire il suo percorso e sostando accanto alla sua sofferenza, ognuno di noi ha finito simbolicamente per portare un fiore ad Algernon.