Il giorno 31 Ottobre alle ore 18 si è tenuto l'incontro del Club del Libro di Firenze ("Galeotto fu il libro"), che ha discusso "Chiudi gli occhi, Nina" di Paolo Mascheri.
Abbiamo trovato il libro gradevole, interessante ed attuale nei temi trattati. Isabella ha trovato ridondanti alcuni passaggi con descrizioni un po' artificiose.Il protagonista resta una figura di spicco rispetto agli altri personaggi, compresa Nina.Emerge una grande rabbia e soprattutto l'incapacità del protagonista e della ragazzina di elaborare il lutto per la perdita di Chiara, compagna di Andrea nonché madre di Nina.Chiara si è suicidata a causa di una crisi depressiva che Andrea ha subìto senza poter far nulla. Probabilmente la rabbia scaturisce da un sentimento di impotenza e da una sensazione di abbandono. Nina, dal canto suo, si è chiusa in sé stessa e nello studio. La rabbia di Nina, comprensibile data anche la giovane età, si proietta verso Andrea sino al punto di rinfacciargli, per reazione a un suo rimprovero, di non essere il suo vero padre e di incolparlo per non essere morto al posto della madre.Nina comunque è descritta a volte in modo più adulto e maturo rispetto ai suoi 11 anni e questo si nota anche nel finale del racconto poiché riesce ad appianare il dissidio tra Andrea e il vero padre, riapparso nella sua vita dopo un lungo periodo di assenza.Andrea reagisce con molta rabbia alla richiesta di Giovanni, il padre di Nina, che vorrebbe riaverla con sè, in quanto è lui che sino a quel momento ha svolto il ruolo di padre naturale in maniera esclusiva. Nina, invece vorrebbe conoscere questo suo padre, forse anche per mantenere un legame familiare.Di fronte alla paura di Andrea di perdere Nina, la ragazzina lo rassicura in modo efficace.Tra Andrea e Nina sembra esserci una grande distanza ma in realtà ciò e' dovuto soprattutto alla difficoltà di confrontarsi con la perdita subìta da entrambi e al fatto che in entrambi sia scaturito una sorta di meccanismo di autodifesa.Nel libro emerge il paesaggio toscano e "la toscanità" dei personaggi minori (Alma la vicina di casa, il Sig. Romoli proprietario del cane che Andrea regala a Nina: personaggi molto diretti, forse burberi ma sinceri e generosi).
Luca sottolinea come l'autore non usi un linguaggio sentimentalista ma piuttosto diretto.Emerge inoltre il suo rapporto intimo con la natura dalla quale attinge calma e forza interiore per andare avanti.Racconti lineari senza un eccessivo approfondimento psicologico.
Grazie per la lettura
Club del Libro di Firenze