Il 25 Gennaio si è tenuto l'incontro del Club del Libro di Firenze del corrente mese, in cui è stato letto il libro "La misura del tempo" di Gianrico Carofiglio.
In generale, è un romanzo che ha incontrato l'approvazione di quasi tutti i presenti che lo hanno definito una lettura abbastanza scorrevole e piacevole. Ha fatto, invece, "discutere" il titolo che ad alcuni è sembrato quasi banale e troppo ad effetto; sicuramente già dal titolo si evince l'incontro tra il vecchio e il nuovo che è poi il leitmotiv di tutto il romanzo.Come faceva notare Serena che ha anche avuto modo di leggere altri scritti di Carofiglio, anche in questo romanzo ritorna un espediente narrativo spesso adoperato dallo scrittore, ovvero il ritorno di una donna del passato.Lorenza, attorno alla quale ruota un certo alone di mistero per tutto il racconto, ritorna da Guerrieri vari anni dopo aver avuto una storia con lui, per affidargli la difesa di suo figlio Iacopo, accusato di omicidio.Più che un romanzo giallo, "la misura del tempo" sembra essere un romanzo psicologico, che riconferma Carofiglio come un grande conoscitore della psicologia umana. Il romanzo non è un poliziesco tipico, ma piuttosto un lavoro di narrativa "pura" che pur conserva il colpo di scena finale tipico dei romanzi gialli.
La storia sembra quasi una denuncia che Carofiglio muove alla giustizia italiana, poiché appunto la giustizia non trionfa e anzi un innocente viene carcerato e scagionato solo in seguito alla confessione del vero colpevole, quindi non per merito di indagini svolte correttamente.La malinconia e il tema dell'invecchiamento fanno da sfondo a questa storia, la quale comunque, nonostante i ricchi tecnicismi utilizzati da Carofiglio data potremmo dire la sua deformazione professionale, rimane comprensibile e fruibile da qualsiasi lettore.Guerrieri sembra essere l'alter ego di Carofiglio, ex magistrato. Dal romanzo il protagonista emerge come vanesio e compiaciuto; vede sì la vecchiaia di Lorenza ma non percepisce fino in fondo la propria.Lo stile molto giudiziario ha il suo apice nella lezione di magistratura tenuta da Guerrieri circa a metà romanzo e che allo stesso tempo si ricollega al tema base dell'opera: essendo le leggi e i valori di una società continuamente mutevoli, la gravità della violazione di un diritto dipende anche e soprattutto dal momento storico in cui essa viene compiuta.La misura del tempo, quindi, cambia sempre tutte le prospettive.
Grazie per la lettura
Club del Libro di Firenze