ll gruppo di lettura di Monza si è ritrovato il 25 luglio per affrontare La vedova di John Grisham, romanzo scelto da Carla. E già qui c'è una piccola storia nella storia. Chi frequenta il gruppo dall'inizio ricorderà quando ci raccontava di fare fatica a concludere un libro; oggi, invece, non solo affronta con disinvoltura romanzi da oltre cinquecento pagine, ma li propone anche al resto del gruppo. Per lei la scommessa è stata decisamente vinta: tra tutti i Grisham che ha letto, "La vedova" si piazza addirittura al secondo posto.
Carla ha raccontato di aver apprezzato molto il romanzo, pur con una riserva importante sul protagonista. Più che un uomo divorato dall'avidità, ci ha visto un antieroe incapace di imparare dai propri errori, che si caccia nei guai soprattutto per una lunga serie di scelte sbagliate. Un personaggio che fa quasi venire voglia di scuoterlo a ogni capitolo.
Claudia, che con Grisham era al debutto lo ha trovato piuttosto deludente. Se la seconda parte, con il processo, l'ha conquistata grazie alla precisione e al realismo con cui viene raccontata l'aula di tribunale, la prima le è sembrata lenta, dispersiva e piena di episodi che sembrano esistere più per aumentare il numero delle pagine che per far avanzare davvero la storia.
Ed è stato proprio il processo a mettere quasi tutti d'accordo. Si vede che Grisham è un avvocato perchè quando la storia entra in tribunale cambia ritmo, diventa credibile e coinvolgente. Peccato che, per arrivarci, serva una buona dose di pazienza.
Marco, al suo primo incontro con il gruppo, ha raccontato di aver letto il libro in vacanza e lo ha definito il classico "libro da ombrellone" che si legge facilmente, ma una volta chiuso lascia poco. La trama gli è sembrata piuttosto banale e diversi interrogativi restano aperti senza una vera spiegazione. Michela, anche lei nuova arrivata, si è ritrovata sorprendentemente in sintonia con il resto del tavolo, un romanzo che aveva tutte le potenzialità per essere un ottimo legal thriller, ma che si perde in una prima parte troppo lenta e in un finale fin troppo prevedibile.
Più la discussione andava avanti, più emergeva un'impressione condivisa, il vero difetto del romanzo è quello di non sfruttare appieno il suo potenziale. Diversi personaggi vengono introdotti con caratteristiche interessanti per poi essere abbandonati quasi subito, senza alcuna evoluzione. E il colpevole, che dovrebbe rappresentare il cuore della vicenda, compare quasi dal nulla, ma anche abbastanza scontato. Anche la risoluzione del caso è sembrata forse un po' troppo lineare, nel momento del bisogno, il protagonista trova sempre qualcuno disposto ad aiutarlo e gli ostacoli sembrano sciogliersi con eccessiva facilità. Ma, secondo Carla, c'è anche una chiave di lettura diversa. Più che un espediente narrativo, è il karma che torna a bussare alla porta: il protagonista, pur con tutti i suoi limiti, nel corso della vita ha saputo fare del bene agli altri e, quando tutto sembra perduto, quel bene gli viene restituito.
Per Giovanna, invece, il verdetto è stato senza appello: difficilmente Grisham avrà una seconda possibilità. Anche lei ha riconosciuto la qualità della parte processuale, ma al di fuori dell'aula di tribunale il romanzo non è mai riuscito a coinvolgerla davvero. Eppure, come ormai accade ogni mese, è riuscita a trovare quella frase che va oltre la storia. Questa volta la sua massima è stata "non è mai troppo tardi", pensando al protagonista che, dopo una vita segnata dalla ludopatia e da continue sconfitte, riesce finalmente a trovare un'occasione di riscatto.
Naturalmente la conversazione non si è fermata a Grisham. Anzi, dal libro siamo finiti a costruire una piccola lista di film da recuperare come Giurato numero due. Del resto, ogni libro è sempre un ottimo pretesto per scoprire nuove storie.
La vera sorpresa dell’incontro, però, è arrivata lontano dalle pagine del romanzo. Abbiamo scoperto che Giovanna non si limita a leggere e a regalarci ogni mese la sua immancabile "perla", ma sta anche scrivendo un libro. Da oggi, quindi, la nostra missione del gruppo è convincerla a finirlo. Anche Elena, che avevamo accolto il mese scorso, ci ha raccontato di essere al lavoro su un romanzo. A questo punto viene il dubbio che il gruppo di lettura stia lentamente trasformandosi in una fucina di scrittori.
Dopo un legal thriller che ci ha fatti discutere più per quello che avrebbe potuto essere che per quello che è stato, a settembre cambieremo completamente atmosfera con I convitati di pietra di Michele Mari, proposto da Claudia. C'è chi lo definisce un piccolo capolavoro e chi, invece, lo trova impegnativo e persino spiazzante.
Insomma, le premesse perché il prossimo incontro si trasformi in una discussione memorabile ci sono tutte.