SINOSSI

Prima Enciclica di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della dignità e del valore della persona umana nella nostra epoca, segnata dall'avvento dell'intelligenza artificiale. Un testo atteso in tutto il mondo da moltissimi lettori per l'autorevolezza del Magistero Pontificio e per l'attualità della tematica, che ormai tocca quotidianamente la vita di ciascuno.

RECENSIONE

La prima metà dell'enciclica è dedicata a ripercorrere l'impegno della Chiesa nel sociale a partire dall'introduzione formale tra i compiti della sua missione, ovvero la celeberrima enciclica di Leone XIII, Rerum novarum. L'esposizione è chiara e consequenziale, non traspare il minimo atteggiamento di superiorità, anzi. Il Papa si rivolge a tutti, ma principalmente ai laici, e di fatto desta l'interesse di chiunque. Una volta inquadrata la tematica in chiave storica e valoriale, passa all'analisi sociale, individuale e spirituale degli avanzamenti tecnologici, sempre più veloci e non governati, come se gli stati se li vedessero correre davanti ma non fossero in grado di muovere un dito, perché appena capiti alcuni meccanismi, essi sono già obsoleti. Ciò è particolarmente vero per l'intelligenza artificiale, e il Papa ne parla forte delle migliori conoscenze a livello globale. Come sempre il problema non risiede nello strumento ma nell'uso che ne viene fatto, e quando si parla di IA ciò è ancor più vero dato che sono determinanti i parametri sui quali viene impostata, oggi ad iniziativa esclusivamente privata, dunque soggiacenti a interessi di mero profitto, incuranti dell'individuo e del bene comune. Il percorso che trasforma l'essere umano da creatura relazionale a mezzo di produzione, valutato solo in base a criteri efficientisti, è in atto da secoli ma adesso sta subendo un'accelerazione agghiacciante; si parla apertamente di postumanesimo, di progresso materiale e di regressione antropologica. La ciliegina sulla torta è la sostanziale ignoranza su come l'IA funziona da parte dei suoi stessi sviluppatori, i quali progettano un'architettura sulla quale essa "cresce" autonomamente, mentre le sue rappresentazioni interne e i processi computazionali rimangono al momento sconosciuti. Alla luce di ciò, ben si capisce come spesso i principali attori ammoniscano sui rischi che l'IA ci sfugga di mano, salvo poi contraddirsi continuando a spingere l'uscita di nuove implementazioni sempre più potenti, sempre più sconosciute, indi sempre più pericolose; e di un tipo di pericolo anch'esso ignoto. I principi sanciti da Leone XIV sono perfettamente condivisibili e fanno gran chiarezza sul tema dell'IA e delle sue implicazioni sull'individuo e sulla società; i valori cui fa riferimento sono l'amore, la solidarietà, la giustizia, la pace, non è necessario essere cattolici o credenti per condividerli, basta il buonsenso e un pizzico di lungimiranza. Il libro inizia richiamando la contrapposizione tra Babele e Neemia e in conclusione vi ritorna, come a chiudere un cerchio; non dobbiamo farci sedurre dalla soluzione più immediata, apparentemente più facile, perché essa conduce al caos, alla perdita della nostra essenza, è invece l'applicazione paziente e faticosa che ci dà basi solide su cui costruire il futuro.

[RECENSIONE A CURA DI MACS]

Autore Leone XIV (Robert Francis Prevost)
Editore Libreria Editrice Vaticana
Pagine 240
Anno edizione 2026
Collana I documenti di Papa Leone XIV
ISBN-10(13) 9788826610931
Prezzo di copertina 2,90 €
Categoria Altri generi