Domenica
si è tenuto
l’incontro
dei
Buddenbook
, e nell’attesa che i problemi tecnici (che ci rassicurano continuando ad accadere anche dopo un anno di
pandemia
) venissero risolti, ci siamo riscaldati parlando delle letture in corso. E tra un Murakami e un Middlesex (uniche due cose che sono riuscita a carpire con un orecchio mentre cercavo di risolvere i problemi tecnici con l’altro
) è venuto fuori che già dopo solo un paio di mese alcuni di noi traggono volentieri spunto dai libri consigliati dagli altri e dalla lista di proposte che si fa durante gli incontri, confermando che uno dei principali obiettivi del gruppo, ovvero trovare stimoli letterari nuovi, sta venendo confermato
.
Siamo passati poi a parlare del libro del mese, ovvero “Follia” di Patrick McGrath, e dopo alcune prime considerazioni generali riguardo a stile e trama, si acceso un bel botta e risposta sulle diverse interpretazioni a cui il libro lascia spazio, prime fra tutti quelle inerenti il concetto di
follia espresso nel libro: chi è il vero folle? Stella, Edgar, o forse più che altro lo psichiatra amico? Qual è la relazione folle del libro? Quali sono gli atti di vera follia?
Domande
di per sè centrali in un libro così, ma le risposte son state diverse, a seconda di come la sensibilità di ciascuno di noi ha voluto interpretare frasi accennate e situazioni ambigue, causate dal sentirsi raccontare la storia da un narratore inaffidabile, manipolatore. Il libro viene spesso descritto come una storia d’amore, ma la maggior parte di noi si è ritrovata concorde nel vederci poco sentimento, forse più passione, anche se più animale che emotiva, e tanta instabilità e fragilità, psichica e relazionale. I protagonisti, inclusi i medici, hanno sicuramente problemi psichici, evidenti o latenti, ma che in ogni caso portano a un punto di esasperazione, distruggendo l’equilibrio precario di rapporti già di base poco sani. Lo stile ci è apparso prevalentemente freddo, una freddezza clinica che rispecchia gli argomenti trattati, percepita da alcuni come il mezzo ideale per trasmettere l’analisi psichica della narrazione e renderla così più coinvolgente, da altri invece come troppo piatta. Insomma, ne è venuta fuori una bella discussione, per alcuni forse addirittura più appassionante del libro stesso
.
Abbiamo proseguito con le proposte per il mese di giugno: c’è chi, pur stando in un gruppo di lettura per leggere cose nuove, propone solo libri che ha già letto per andare sul sicuro (evidentemente ha paura di eventuali nostre vendette), chi è sempre molto informato sulle novità del panorama letterario, e chi invece spera di sfruttarci per recuperare le lacune dei cosiddetti
classici
.
Dopo esserci brevemente consultati sul grado di soddisfazione del gruppo, ci siamo salutati ricordando che la lettura di maggio sarà impegnativa, ma quanto meno ne discuteremo di sera, in modo tale da goderci il sole che sicuramente splenderà quel giorno (ecco, ce l’ho tirata
).