Sabato 5 marzo ci siamo incontrati per discutere il Libro di FEBBRAIO:I falò dell'autunno di Irene Nemirovsky . L'incontro è avvenuto in presenza nel locale che ha visto nascere il nostro gruppo, il Luna's torta. È stato bello tornare a parlare di libri davanti a caffè, tazze di tè fumanti e anche deliziose fette di torta.
Abbiamo dato il benvenuto a Fabio, lentamente la quota azzurra nel nostro gruppo aumenta. Il libro in breve: racconta la storia di tre famiglie piccolo-borghesi, i Brun, i Jacquelain e gli Humbert, sconvolte dallo scoppio della Prima guerra mondiale. Una guerra che ha cambiato gli uomini, il giovanissimo Bernard Jacquelain si arruola fiducioso di combattere con virtù ed onore, ma torna dalla guerra profondamente deluso. L'unione con Therese Brun non riesce a dare un senso alla sua vita. Bernard ormai senza ideali è attratto solo dal denaro e dalla bella vita e che crede possano restiturgli il tempo perduto. Finché lo scoppio di un nuovo conflitto interviene a sconvolgere nuovamente tutto. - ATTUALE Inevitabile il pensiero di quanto il tema del romanzo sia purtroppo così "attuale".
- INIZIO poco coinvolgente La prima parte del racconto non particolarmente intrigante è stata un grande ostacolo per molti, ma una volta superata il libro regala una lettura piacevole e più scorrevole. - ISPIRAZIONE AUTOBIOGRAFICA I personaggi di Bernard e Renée sembrano ispirarsi ai genitori dell'autrice, o almeno la loro caratterizzazione ricorda la storia familiare della Nemirovsky un padre dedito al denaro e una madre disinteressata a tutto fuorché sé stessa. - Thérèse è l’immagine stessa della devozione, mentre Bernard sembra uno sciacallo senza scrupoli, a guidarlo un'unica regola:“Fregarsene di tutto e di tutti. Vivere alla grande. Darsi alla pazza gioia”. - CINISMO l'intero racconto ne è permeato e attraverso il personaggio di Bernard l'autrice esprime il cambiamento nella morale e nei costumi avvenuto a seguito della guerra. Mette sotto accusa una società fatta politici corrotti, ladri e profittatori, la rovina della nazione. - YVES, un personaggio secondario, ma che diventa non solo simbolo di una generazione che cresce con l'idea della guerra,ma anche la chiave di volta per un cambiamento profondo in Bernard. La discussione è stata molto ricca e questi sono solo i punti salienti.
"...Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita,
io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima." William Ernest Henley