SINOSSI

"Mi chiamo Pietro Paladini, ho quarantatré anni e sono vedovo". Si presenta così il protagonista di Caos calmo. Un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, una donna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vita a una sconosciuta, accade l'imprevedibile, e tutto cambia. Pietro si rifugia nella sua auto, parcheggiata davanti alla scuola della figlia, e per lui comincia l'epoca del risveglio. Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre a poco a poco il lato oscuro degli altri, di quei capi, di quei colleghi, di quei parenti e di tutti quegli sconosciuti che, ciascuno sotto il peso del proprio fardello, accorrono a lui e puntualmente soccombono davanti alla sua incomprensibile calma. Così la sua storia si fa immensa, e li contiene tutti, li guida, li ispira. La scrittura avvolgente di Veronesi, la sua danza ininterrotta tra intelletto e parola è la corda con cui Pietro trae a sé il secchio dal fondo del pozzo, piano piano, senza alternative, determinando le condizioni per un finale inaudito, eppure del tutto naturale, in cui si approda alla più semplice delle verità: l'accettazione della natura umana nella sua banale, eroica confusione di forza e debolezza.

RECENSIONE

Il romanzo è pieno di paradossi, di fatti un po' increduli. Inizia con il primo paradosso, il salvataggio di una donna che sta per annegare, e che soccorsa dal protagonista lo sta trascinando sott'acqua con lei. La descrizione del modo in cui Pietro riesce a salvarla è oltremodo originale e tragicomica, così l'autore già nelle prime pagine ci porta nel vivo del racconto. Pietro torna a casa sfinito e trova Lara (la donna con la quale vive da dodici anni e che deve sposare entro alcuni giorni) deceduta per un aneurisma. Il romanzo prosegue tra un paradosso e l'altro, nulla di ciò che viene descritto è comune. Non lo è il fatto che Pietro, una volta tornato a Milano con la figlia Claudia, invece di tornare in ufficio decide di restare con l'auto parcheggiata fuori dalla scuola della figlia. Il suo tempo passa lì fuori, un po' in auto, un po' su una panchina dei giardinetti, o al bar per mangiare un panino. La cosa strana è che dell'ufficio, la segretaria, i capi, i colleghi, tutti accettano la cosa. Anzi quel luogo fuori dalla scuola, diventa un "santuario" da visitare, una strada dove si può incontrare Pietro, che viene visto dai colleghi e dai capi come una persona che si può andare a visitare per trovare conforto dai propri dolori, dalle proprie frustrazioni. È la volta del suo direttore, che viene a raccontare come è stato tradito da un suo pari grado, poi arrivano altri personaggi, uno più originale dell'altro, sia per aspetto fisico, sia per ciò che raccontano. Pietro è dipendente in qualità di manager di alto livello di una società francese che sta per compiere una fusione con un'altra potente società americana. Intorno alle fusioni Veronese scrive delle pagine che celebrano la loro dannosità per i dipendenti, e lo fa usando concetti e pensieri che rasentano sì il paradosso, ma neppure tanto. Dal suo luogo di stazionamento, Pietro osserva passare ogni giorno alcune persone, una ragazza che porta il cane ai giardinetti, una mamma con un figlio down, un signore che lo invita a pranzo a mangiare una pastasciutta, le due maestre della figlia che alternano il loro il turno a scuola. Gli occhi di Pietro colgono ogni più piccolo particolare, il suo cervello elabora dati, e il suo pensiero è sempre più introspettivo. Mai una pagina che annoia, questo romanzo ha un ritmo fantastico: le vicende si spostano tra presente e passato, rivelando sempre più aspetti di Pietro che non stanca mai di pensarsi. Ho amato molto questo romanzo, moderno, intelligente, profondo, per niente scontato.

[RECENSIONE A CURA DI GRAZIELLA]

Autore Sandro Veronesi
Editore La nave di Teseo
Pagine 380
Anno edizione 2020
Collana I delfini. Best seller
ISBN-10(13) 9788834603123
Prezzo di copertina 13,00 €
Prezzo e-book 7,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico