SINOSSI

Americana di nascita, figlia di immigrati tedeschi, Sylvia Plath si trova in Inghilterra con una borsa di studio quando conosce Ted Hughes: il loro è un amore immediato e dirompente che fin dall’inizio sembra proiettarli in una sfera magica: si sposano quasi subito, fanno due figli, e insieme vivono anni di grande lavoro e creatività, un’intesa e una simbiosi perfetta nella quale la vita, la poesia e l’arte sono inestricabilmente intrecciate. Ma all’improvviso tutto precipita e dopo essere stata tradita e lasciata da Ted, Sylvia si suicida in una fredda giornata di novembre del 1963 mettendo la testa nel forno, quando aveva poco più che trent’anni. Lei viene subito considerata una santa e una martire, lui un traditore, un assassino – un’etichetta impietosa che gli rimarrà addosso per il resto della vita. Con una prosa vibrante, misurata e fascinosa, e una voce che suscita grande empatia Connie Palmen fa raccontare a lui la sua verità: Ted Hughes, il marito, il colpevole, il poeta che ha mantenuto un religioso silenzio su Sylvia fino a poco prima della sua morte nel 1998, quando pubblica Birthday Letters. Il risultato è un monologo doloroso e struggente, commosso ma sempre dignitoso di un uomo fragile che sa di avere fallito ed è in lotta con il senso di colpa e con l’incapacità di capire fino in fondo quegli avvenimenti. In una lettera alla madre di Sylvia Ted scriverà: «Non voglio mai essere perdonato.»

RECENSIONE

Ted Hughes e Sylvia Plath sono probabilmente una delle coppie letterarie più famose del ‘900, tornate sulla bocca di tutti dopo l’uscita di questo libro. Siamo nel 1956, Ted e Sylvia sono due giovani, talentuosi poeti che aspirano alla fama, l’unico vero modo per sconfiggere la morte, e che vogliono vivere solo di ciò che scrivono, senza sprecare le giornate a svolgere lavori frustranti e che non gli permettono di sviluppare il loro vero potenziale. Quando si conoscono Sylvia ha già un trascorso difficile alle spalle: un rapporto conflittuale con la madre, un conto aperto con un padre morto troppo presto e di cui sente costantemente la presenza, un tentativo di suicidio quasi riuscito. Sono giovanissimi, si lasciano trasportare dall’entusiasmo per una passione travolgente e totalizzante e pochi mesi dopo il loro primo incontro si sposano. Sylvia è gelosa, ossessiva, soffocante e Ted, a quanto si evince dalle pagine di questo libro, cerca costantemente di comprenderla, proteggerla, aiutarla, fino a che qualcosa non si spezza. Ted si innamora di un’altra donna, tradisce Sylvia e lascia il tetto coniugale. Nel 1963, Sylvia, travolta da una depressione sempre più profonda, aggravata anche dal comportamento di Ted e dai pettegolezzi che sono circolati nel loro ambiente su di lui e sul suo nuovo amore, si toglie la vita. Dopo la sua morte i giornalisti, gli studiosi, e tutti coloro che facevano parte dell’ambiente letterario e che avevano conosciuto la coppia, hanno demonizzato Ted, colpevole anche di aver bruciato gli ultimi diari della moglie e aver quindi voluto nascondere al mondo la verità. Lo hanno indicandolo come unico vero responsabile della morte di Sylvia Plath, facendo di lei una martire. L’intento dell’autrice in questo libro è, per una volta, scrivere la storia dal punto di vista di lui, Ted Hughes, che non ha mai dato una sua versione dei fatti. Ci è riuscita? Non ne sono del tutto convinta. Per quanto il libro sia ben scorrevole e ben scritto le emozioni di Ted Hughes, che erano ciò che mi aspettavo di trovare nel testo, restano sullo sfondo e l’autrice si concentra prevalentemente sulla storia di Sylvia, una storia certamente emozionante e dolorosa, ma che, viste le premesse, non doveva secondo me essere l’unico punto su cui si sarebbe dovuto concentrare il testo. Capisco la difficoltà (o più precisamente l’impossibilità) di riportare le emozioni di Hughes, e anche il rischio, dal punto dell’attendibilità del testo, che tentare di interpretare quelle stesse emozioni avrebbe comportato, ma, nel momento in cui si prende una scelta così rilevante e innovativa dal punto di narrativo il rischio deve essere assunto fino in fondo. Ciò che invece mi è sembrato di leggere è stata una ricostruzione, bellissima, di questa malata e tormentata storia d’amore, a cui però il punto di vista narrativo scelto non aggiunge quasi nulla.

[RECENSIONE A CURA DI ANNA96]

Autore Connie Palmen
Editore Iperborea
Pagine 291
Anno edizione 2018
Edizione Narrativa
ISBN-10(13) 9788870914917
Prezzo di copertina 17,00 €
Prezzo e-book 9,99 €
Categoria Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia