Giovedì, 01 Gennaio 2026

"I Malavoglia" di Giovanni Verga

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12/02/2021 11:33 #50830 da Novel67
Risposta da Novel67 al topic "I Malavoglia" di Giovanni Verga
Sulla questione dibattuta da Greta e Federico e in parte da Mulaky :

non sono né il feudalesimo, né l'ideale dell'ostrica, a impedire ai personaggi di Verga di elevarsi socialmente. Lo stesso Verga ritiene anzi naturale che ciascuno voglia migliorare la propria condizione: è quel che si chiama progresso.

Ma la corsa al progresso miete le sue vittime: i cosiddetti "vinti", quelli che facendo il passo più lungo della gamba pongono a repentaglio la loro unica risorsa, vale a dire l'affetto e la solidarietà della famiglia e del paese.

Anche questo, comunque, è un ricordo che risale ai tempi della scuola: spero di non aver fatto confusione :)
I seguenti utenti hanno detto grazie : mulaky, Margarethe

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12/02/2021 18:56 #50842 da vanna
Risposta da vanna al topic "I Malavoglia" di Giovanni Verga
Condivido la risposta di Novel ed aggiungerei che Verga riguardo al progresso pensa che l'uomo a qualsiasi classe sociale appartenga persegue il suo interesse personale contribuendo inconsapevolmente al benessere di tutti, ma Verga insiste essenzialmente sugli aspetti negativi del progresso e si sofferma sui "vinti", le vittime della voglia di riscattarsi da qualcosa e se ci pensiamo anche oggi chi di noi non lotta per migliorarsi non solo economicamente ma anche per realizzare ambizioni non materiali?
Per Verga I Malavoglia sono il primo romanzo di un ciclo, quello dei "vinti" in cui si prefigge di analizzare la condizione dell'individuo, proteso a lottare, a progredire per migliorare se stesso e poter soddisfare i bisogni primari come mangiare un pezzo di pane in più ,qui siamo ad un livello sociale basso e la famiglia Toscano, semplici pescatori, cerca di migliorare le proprie condizioni economiche commerciando i lupini. Dopo una serie di sciagure che sono una conseguenza della corsa al "progressso" diventano dei "vinti" degli sconfitti e chi sopravvive, Alessi e Mena, rimette insieme pochi cocci e riparte ma la famiglia non è più quella dell'inizio.
Il progetto di V. è quello di esplorare la lotta per il progresso in tutte le classi sociali della società, dalle più povere a quelle borghesi ed aristocratiche. Mastro don Gesualdo,( il secondo romanzo del ciclo), appartiene ad un ceto superiore, rappresenta il self made man, da semplice muratore arriva ad accumulare una fortuna ma alla fine della sua vita risulterà anche lui un vinto sul piano umano. Il ciclo si interrompe per vari motivi che non sto a spiegare anche se curiosi per non dilungarmi.
Ritornando a I Malavoglia è bene ricordare che la vicenda è ambientata subito dopo l'unità d'Italia(1863)in un mondo rurale arcaico, con una visione di vita tradizionale e la saggezza antica dei proverbi, ma questo mondo viene sconvolto dalle tensioni della rapida trasformazione della società italiana nel dopo-unità: il servizio militare è obbligatorio per 5 anni ignoto al regno borbonico sottrae braccia al lavoro mettendo in crisi la famiglia, un esempio la partenza del giovane 'Ntoni, poi le tasse (tassa sulla pece) il treno, il telegrafo che vengono demonizzati dalla mentalità arretrata dei paesani. Il giovane 'Ntoni ha la possibilità di uscire dal chiuso ed immobile paese di Aci Trezza ed a Napoli conosce la modernità e matura l'idea di non potersi più rassegnare ad una vita di fatiche come avrebbe voluto il nonno 'Ntoni che rappresenta la tradizione con i suoi valori quali l'unità della famiglia ( doveva restare unita come le 5 dita della mano),l'onore (Mena non sposerà Alfio all'inizio socialmente inferiore ai Malavoglia proprietari di una casa e lui solo di un asino, in seguito disonorata dalla sorella Lia ed anche dalla condanna del giovane 'Ntoni)il lavoro che contribuisce ad accumulare "la roba". Il giovane 'Ntoni così inquieto ha messo in crisi il vecchio mondo, ha tradito il mito del focolare domestico e alla fine non gli resta che partire e dirigersi verso il "nuovo".
Nel romanzo ci sono 2 poli opposti: la comunità del villaggio che è cinica, solo dedita all'interesse personale dove la lotta per la vita è spietata ed ognuno pensa per sè, I Malavoglia invece legati a valori etici puri e ideali, onesti fin troppo.
Per quanto riguarda il confronto con Il Gattopardo all'apparenza sembra anche questo un romanzo storico di taglio ottocentesco e naturalistico soprattutto in relazione alla famosa frase che" se si vuole che tutto rimanga com'è, occorre che tutto cambi" e il passaggio al nuovo regno d'Italia sarà quindi solo un mutamento esteriore, ma nella sostanza il potere resterà nelle mani delle classi dirigenti, ricca borghesia del nord e latifondisti del sud avevano fatto un accordo per salvaguardare i loro interessi, invece non è così Tomasi di Lampedusa a differenza dei veristi ha una cultura e sensibilità decadente, ha letto Proust e Mann, dietro la storia, l'oggettività c'è il fluire costante della vita che precipita nel nulla. La Sicilia del 1860 dove con l'unità non solo non è cambiato nulla ma le cose sono peggiorate (come possiamo constatare anche ne I malavoglia)diventa metafora di una condizione esistenziale, dominata dalla presenza incombente della morte.Il nucleo del romanzo non sono tanto le vicende storiche ma la vicenda interiore del principe Salina debole e impotente di fronte alla realtà e con tanta paura della morte.
I seguenti utenti hanno detto grazie : nautilus

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17/12/2023 23:31 - 17/12/2023 23:31 #65007 da davpal3
Risposta da davpal3 al topic "I Malavoglia" di Giovanni Verga
Ho finito oggi il libro e ho letto i commenti, molto interessanti. Soprattutto mi ha colpito quanto spesso siamo influenzati da ciò che abbiamo studiato a scuola (tutti, io compreso). Automaticamente associamo Verga al ciclo dei vinti e all'ideale dell'ostrica, ma in effetti leggendo il romanzo ci si accorge di quanto sia più ricco e complesso. 
si è già scritto molto, quindi faccio pochissime notazioni. La prima è che ho trovato un forte collegamento con "Cristo si è fermato ad Eboli" nella rappresentazione di una società fortemente chiusa e separata dalle vicende dello Stato italiano. Molto interessante la parte del processo a Ntoni, in cui tutti i personaggi manifestano la diffidenza per il sistema di giustizia.
Mi ha colpito anche il confronto tra la nostra società e quella rappresentata da Verga rispetto al ruolo delle donne. Si capisce davvero quante cose siano cambiate e tuttavia anche come certe mentalità siano dure a morire. 

comunque libri molto carino, da leggere :)
Ultima Modifica 17/12/2023 23:31 da davpal3.

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23/01/2024 00:02 #65652 da porthosearamis
Risposta da porthosearamis al topic "I Malavoglia" di Giovanni Verga
solo una cosa...ogni volta che ripenso a questa lettura la associo ad una canzone di De Gregoria: Santa Lucia

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25/01/2024 09:27 #65723 da SARA1984
Risposta da SARA1984 al topic "I Malavoglia" di Giovanni Verga

porthosearamis post=65652 userid=498solo una cosa...ogni volta che ripenso a questa lettura la associo ad una canzone di De Gregoria: Santa Lucia
 

forse perchè Santa Lucia è la padrona di Siracusa non molto lontano da Catania ( o zone limitrofe)dove mi sembra sia ambientata la storia

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Avatar di Mrosaria Mrosaria - 31/12/2025 - 17:19

Ciao a tutti, mi sono iscritta per provare un'esperienza di lettura condivisa. Buon anno insieme!

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Ciao a tutti,Sono una lettrice non molto assidua, mi sono appena iscritta con l' intento di farmi ispirare da voi dai vostri consigli.

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Scusatemi ieri ho sbagliato ed addirittura confuso il giorno l'incontro era il 28 e non il 29. Quindi vorrei prepararmi per il prossimo mi dite dove posso trovare le informazioni, grazie.

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Buon Natale!

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Ciao Stefania, certo che può esserle d'aiuto. Qua leggiamo e scriviamo, ci confrontiamo e col tempo ci apriamo. La lettura diventa strumento di condivisione e crescita. Vi aspettiamo ;)

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Ciao Cristina, in che senso? Oggi sei riuscita a scrivere sul forum :-/ scrivimi una mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) con l'errore che ti esce quando provi a fare cosa ;)

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