In Forte come la morte, 1889è descritta la passione amorosa - e insieme la decadenza fisica - del pittore Oliver Bertin, sotto cui si nasconde lo scrittore.
"Uscito a puntate sulla "Revue illustrèe" del 15 febbraio, fu in libreria a maggio e prima delle fine dell'anno se ne erano vendute 35.000 copie. "L'amore è forte come la morte" frase tratta dal "Cantico dei cantici"
Maupassant, quando scrive questo romanzo, ha quasi 40 anni ed è segnato dalla malattia che lo porterà di lì a pochi anni (43) alla morte.
La storia di Olivier Bertin è semplice e grandiosamente tragica: pittore famoso e introdotto nel bel mondo, egli vive agiatamente l'ultima parte della sua vita (la sua età non è indicata, ma parrebbe fra i i cinquantacinque e i sessanta), che si svolge fra una blanda e applaudita attività artistica, la frequentazione assidua di casa Guilleroy (dove è amico del marito e amante della moglie). Ma ecco che questo tramonto soltanto in apparenza sereno viene sconvolto da un'alba: è Annette, la figlia della pur dilettissima Any de Guilleroy, con la quale in dodici anni di assidua frequentazione e tenerezza ha costruito un legame amoroso che pare infrangibile" (dalla presentazione editoriale)
Intorno a questo fatto, Maupassant costruisce un romanzo pieno di atmosfere naturalistiche e umane. I sentimenti vengono posti in un'introspezione continua dai due personaggi principali, lui e lei. I sentimenti sono autentici, i momenti di depressione, dolore, noia, rabbia, nei quali vengono avvolti i protagonisti sono di una modernità incredibile.
Alcune pagine sono dei veri i propri capolavori narrativi non privi di poesia, per esempio:
"Più lontano, sotto gli alberi, la luna faceva scivolare tra i rami una pioggia di raggi sottili, che arrivavano fino a terra bagnando le foglie e si spandevano sulla strada in piccole pozzanghere di luce gialla."
Molte sono le atmosfere sognanti di serate estive sotto la luna piena, non si può fare a meno di vederne le immagini abituati come siamo alla fotografia, ma non solo, per alcuni di noi abituati come siamo a camminare sotto le stelle in campagna o al mare o in un bosco, sotto un cielo stellato, le immagini diventano rievocative, e nel silenzio della lettura, immersi in quello splendore, suggestionati, sentiamo anche l'aria dolce e il profumo della notte.
Come anche negli altri due romanzi precedenti, Maupassant riesce, come un mago a portarci dentro al suo racconto, accanto ai suoi personaggi che sanno guardarsi con introspezione.
Quando si finisce di leggere si resta ancora per un po' dentro alla storia, che durante la lettura ti ha così coinvolto e in certi momenti sei entrato in empatia con i personaggi, e non solo, hai pensato che quei pensieri, anni prima, li hai avuti anche tu e ti rivedi come eri, e ti sovvengono parti del tuo passato che credevi ormai seppellite per sempre.
"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)