Sono andata avanti un altro po'! Ho fatto fuori la parte più corposa del romanzo, ma vedo che mi mancano ancora diversi capitoli e che la risoluzione non è vicina.
Per quanto riguarda i personaggi in generale, continuo ad apprezzare Fanny come protagonista atipica. È proprio il prototipo della ragazza introversa (estremamente introversa: non si apre facilmente, gli eventi con tante persone la agitano, preferisce le conversazioni profonde due a due al chiacchiericcio in gruppo) e osservatrice, il che la rende "difficile" come protagonista perché è poco proattiva. Ma penso che tante ragazze come lei possano immedesimarsi.
Edmund è sempre una presenza positiva, ma abbastanza evanescente, non riesco ad affezionarmici tanto. Diciamo che lo apprezzo, e i suoi errori sono piuttosto tipici di un ragazzo giovane e sentimentale. Interessante vedere che la cotta che prende per Mary gli offusca completamente il giudizio, per quanto in buona fede, mentre Fanny ci vede sempre lungo... i Crawford mi danno sensazioni ambigue. Sono sempre convinta che Mary non sia cattiva né opportunista in sé e per sé, ma per lei è tutto un gioco. Anche lui non sembra così male, ma è la classica persona che può metterti nei guai con leggerezza. Insomma, penso che siano due personaggi in cui possano ritrovarsi più facilmente le persone simili a loro: estroverse, spiritose, un po' anticonformiste.
Penso al modo in cui Mary parla dello zio ammiraglio, che tanto ha scandalizzato Fanny ed Edmund (anche se Edmund poi tenge a giustificarla): Mary non stima lo zio e non ne fa mistero, lanciandosi anche in alcune battute sarcastiche. Sparlare della famiglia non è un comportamento appropriato, specie in pubblico e con persone di conoscenza recente (nemmeno oggi, figuriamoci allora) però, da quanto ho capito, Mary è molto legata alla zia e questo zio le ha fatto patire le pene dell'inferno. Gli stessi Bertram non hanno particolare simpatia per questo ammiraglio. Ora, il motivo mi sfugge, non so se perché la cosa è appena accennata o mi sono persa un passaggio io, però si capisce che è uno che ha fatto parlare di sé e non bene. Quindi, a ben vedere, cosa fa Mary se non manifestare antipatia in maniera più aperta e diretta?
Credo che questo libro di Austen, ancora più degli altri, parli di moralità. Le storie d'amore sono meno coinvolgenti perché sono, di fatto, molto di più sullo sfondo. Qui ci sono più delle condotte morali e delle filosofie di vita opposte, che l'autrice sottolinea come rendano incompatibili le relazioni. Che Edmund e Mary si piacciano è indubbio, si capisce quasi subito. Però non basta: non stanno bene insieme. Lei lo sposerebbe subito se lui cambiasse idea su professione e stile di vita, ma non è poco... in pratica equivale a snaturarlo. E anche lui tende a vedere in lei qualcosa che non c'è, per farla più simile alla donna che davvero vorrebbe sposare (e che guarda caso somiglia a Fanny). Per questo non può funzionare.
Fanny, saggiamente, queste cose le capisce e se ne tiene alla larga. Questo però la emargina ancora di più: tutte le persone attorno a lei fanno conti ben diversi sul matrimonio, facendone una questione di status, rispettabilità, profitto.