Grazie, Giorgia, per il confronto! Ho finalmente terminato il libro e devo dire che sono d'accordo con te per quanto riguarda Edmund: posso essere indulgente con lui, ma rispetto agli altri protagonisti austeniani non ci fa proprio una bella figura.
Anche perché, avendo terminato il romanzo, posso dire che fino alla fine ste benedette fette di prosciutto dagli occhi non gli cadono. Secondo me alla fine della vicenda non è che abbia comunque realizzato fino in fondo cosa è successo. Fanny, ribadisco, ci ha visto molto più lungo.
Ah, ho anche cambiato idea sui Crawford!

Alla fine hanno proprio passato la linea. Però posso dire? Trovo comunque più spregevole Mrs. Norris. I Crawford sono "solo" superficiali: si capisce bene, però, come questa superficialità possa portare danni più grossi di quello che si creda.
Allora, nel complesso non posso dire che non mi sia piaciuto, perché trovo le riflessioni di Austen sempre sottili, interessanti e sfaccettate. E poi che sia un romanzo così "diverso" secondo me va apprezzato. È meno vivace di "Emma" o "Orgoglio e pregiudizio", che d'altronde ambientano tutte le vicende in pochi mesi, mentre qui trascorrono anni e poi altri mesi ancora!
Però sicuramente è un romanzo lento, alcune parti mi sono sembrate superflue o ripetitive, e poi c'è qualche elemento che contribuisce a renderlo indigesto ai lettori di oggi.
1. Il focus sulla moralità e non sulla storia d'amore. Io personalmente l'ho apprezzato, ma è anche difficile mettersi nei panni "morali" di un tempo così diverso dal nostro. Alcuni principi penso siano universalmente validi, altri sono molto legati al contesto (vedi la questione della rappresentazione teatrale: da lettori contemporanei intuiamo che è un po' sconveniente, ma non così scandaloso... quindi c'è un po' di dissonanza tra noi e i personaggi).
2. Il love interest tra cugini, si può dire?

La sensibilità moderna non permetterebbe di apprezzare la storia tra Edmund e Fanny anche se fosse stata più incisiva. Avremmo dovuto rimuovere l'informazione dal cervello, per goderci la lettura.