L'idiota 1868, scritto dopo Delitto e Castigo. Nell'edizione Mondadori del 2016, per gli Oscar, troviamo oltre alla bella traduzione, l'introduzione di igor Sibaldi e un saggio di Herman Hesse.
Secondo Simbardi che cito:
"l'idea principale del romanzo è quella di raffigurare un uomo positivamente splendido"
in Delitto e Castigo Dostoevskij ha costruito un personaggio, Raskolnikof un personaggio negativo, uno che si definisce straordinario e intelligente e che quindi gli dovrebbe essere permesso di compiere un delitto e lo fa all'unico scopo di dimostrare a se stesso di esserne capace, a dimostrare che lui fa parte di quelle persone più intelligenti e quindi superiori. Nell'Idiota, Dostoevkiij dedicherà la palma del buono e del bello al principe Myskin.
Dai taccuini di Dostoevskij, Firenze 1980, riporto questa parte, che secondo me dimostra il pensiero più profondo dell'autore, lo sforzo che lui ha fatto per sondare fino in fondo una verità, secondo me assoluta:
"Amare l'uomo come se stessi, secondo il comandamento di Cristo, non è possibile. L'IO è di ostacolo. [omissis.]
Invece, dopo la comparsa di Cristo come 'ideale incarnato', è diventato chiaro che l'evoluzione ultima della personalità deve appunto arrivare a far si che l'uomo annienti l'IO stesso, nel consegnarlo a tutti.
La legge dell'io si fonda con la legge dell'umanesimo, l'io e il tutto si annullano reciprocamente annullandosi l'uno a favore dell'altro. Tutta la storia, sia dell'umanità, sia in parte di ciascuno singolarmente è soltanto lotta, perseguimento e conseguimento di questa meta."
Quindi ben si può capire quale sarà il contenuto del romanzo e cosa dovrà rappresentare il conto Miskin.
Parte I - cap. 1
Due personaggi importanti del romanzo si incontrano sul treno che va a Pietroburgo, sono il principe Miskin e Regozin, il primo torna dalla Svizzera dove è stato per quattro anni per curarsi dall'epilessia, il secondo torna a casa dalla quale un mese prima era scappato per aver rubato una cifra consistente di rubli al padre per acquistare e poi regalare due preziosissimi oreccini a una donna. Poi c'è l'arrivo alla stazione e un inizio di amicizia fra i due giovani.
"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)