Ho finito di leggere questo romanzo, che ha avuto una lettura molto frammentata per varie cause, ma ho potuto leggere la metà praticamente no stop. A me è piaciuto davvero molto, ho amato Holden dall'inizio alla fine e, secondo me, alcune sue fasi si vivono davvero nell'adolescenza se non si è subito uniformati al resto del mondo! Certo, qualcosa è forse esagerato, ma se si considera quanti anni ha, che è depresso e poi alla fine che ha pure gli attacchi di panico, trovo tutto molto fattibile. La solitudine soprattutto. Capisco che il linguaggio di Holden possa infastidire perché ha un intercalare che ripete sempre, ma è tipico dell'età e non è volgare.
Tutte le parti in cui ricordava il fratellino morto, Allie, e anche quelle sulla sorellina Phoebe sono dense di affetto, traspare proprio l'amore che Holden ha per i suoi fratellini e in alcuni punti mi sono anche commossa!
Holden è un essere pensante, troppo per gli standard medi, e mal si adatta alla società ma, come ha scritto Erica a pagina 1, non riesce ad uscirne fuori (ma del resto è anche un adolescente, ci sta).
Non sono, invece, d'accordo con chi ha sostenuto che questo romanzo si debba leggere solo durante l'adolescenza! A quell'età non sai riconoscere la depressione, gli attacchi di panico e il perché Holden è così perennemente insoddisfatto, sono tutti temi molto importanti e che danno la misura di quello che prova il protagonista.
Sono assolutamente d'accordo con Lorenzo quando scrive (e cita il discorso finale del prof Antolini, che mi è piaciuto davvero molto e che secondo me dà la spiegazione del romanzo):
può capitare improvvisamente di fare "un capitombolo", di sentirsi cioè fuori posto, di non avere più punti di riferimento: "a chi precipita non è permesso di accorgersi né di sentirsi quando tocca il fondo. Continua soltanto a precipitare giù. Questa bella combinazione è destinata agli uomini che, in un momento o nell’altro della loro vita, hanno cercato qualcosa che il loro ambiente non poteva dargli. O che loro pensavano che il loro ambiente non potesse dargli. Sicché hanno smesso di cercare. Hanno smesso prima ancora di avere veramente cominciato".
Ecco perché, a mio avviso, "romanzo di formazione" - inteso come evoluzione verso la maturazione e l'età adulta - potrebbe risultare una definizione sin troppo riduttiva e, in un certo senso, persino fuorviante.
Per me Holden è un cuoricino, penso che diventerà uno dei miei libri preferiti!