Federico ha scritto: Sì, Lagioia entra spesso nel personale, per farci capire perché sia stato così coinvolto dalla vicenda, e credo anche per farci capire che i Foffo e i Prato non sono mostri selvaggi, ma che anche in ognuno di noi vi siano degli istinti, dei comportamenti sbagliati, che dobbiamo controllare con la ragione.
Sono d'accordo con te. Questo concetto della forza di volontà e della ragione che controllano l'istinto è ben espresso nella seconda parte, nel colloquio con il collonnello Donnarumma. Credo che il controllo su noi stessi sia l'unica soluzione possibile per non far trabordare il lato oscuro che abbiamo.
A me fa molta tenerezza Marta Gaia, la fidanzata di Luca. Mi chiedo come possa dopo questa esperienza aver fiducia nell'altro, tornare ad amare senza mai avere sospetti.
Qualsiasi rapporto dovrebbe basarsi sulla fiducia, nessuno dovrebbe mai esercitare il controllo sull'altro, credo però che bisognerebbe essere più attenti ai campanelli d'allarme che suonano e che spesso non ascoltiamo.
Nei rapporti d'amore appena sorgono sospetti sarei per lasciare andare, piuttosto che controllare. Tanto è inutile, con il controllo si innesca un meccanismo di malessere nella coppia.
Nel rapporto tra genitore-figlio, però, di fronte al sospetto che qualcosa non vada, come fai a lasciare andare? E' vero, un genitore può diventare oppressivo, ma se i campanelli sono molteplici non puoi far finta di niente.
La cosa interessante è che non sembra esservi scappatoia, come ci mostrano le storie di Manuel e Marco: il primo imputa le sue responsabilità a un padre che si impone su di lui, il secondo per il motivo opposto, perché un padre libertario gli faceva fare quello che voleva. Il primo si trasforma in un represso, il secondo in un egocentrico. Come si fa, si fa male.
E' dura d'accettare, ma è così. La verità è che i genitori sono degli impotenti, nel senso che non hanno nessun potere sui figli, sono solo un esempio (positivo, negativo, dipende cosa viene recepito di loro) e questa è una grande responsabilità.